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“Lo studio della morte”, di Riccardo Murari

Ci sono giochi che non andrebbero mai “giocati”…

In un’estate come tante, che si consuma in un paesino come tanti, otto ragazzi adolescenti e amici inseparabili, diventano protagonisti di una storia macabra e funesta. Attratti da una villa abbandonata in fondo alla valle, decidono di fare una gara: vince chi arriva quinto e perde chi arriva terzo. Ignari di andare incontro a una sorte ostile e quasi beffarda, la loro avventura inizia entrando in un largo salone ovale.


“…Due scale e in cima due porte, una di fronte all’altra. Tutto era dipinto con colori impossibili. Il pavimento blu, i muri gialli, il soffitto verde. Una scala era bianca, l’altra nera. Una porta nera, l’altra bianca. Con la luce che danzava in frammenti colorati, che davano colore al colore, entrando dal rosone sopra la porta.”


Da questo momento la vicenda comincia ad assumere terribili connotati sempre più marcati ed evidenti.


“La storia, quella vera, iniziò qui. Avevamo un sorriso pieno di speranza sui volti e dentro i nostri occhi stelle cadenti. Così, felici, cominciammo una lunga partita a dadi con una scheletrica dama vestita di nero. Eravamo seduti nella sua sala d’attesa, aspettando di entrare nello studio dove la morte ci avrebbe ricevuto; in fondo, nel mondo, siamo soltanto dei passanti, uomini e donne fatto di pensiero, sentimento, sensazione e intuizione, con una piccola possibilità di vivere in eterno soltanto dopo che la vita si sarà conclusa…”


Il romanzo d’esordio di Riccardo Murari è scorrevole, avvincente e ricco di pathos. Attrae il lettore fin da subito quasi come in una danza psichedelica, sollecitandolo verso l’espansione della coscienza. Già, perché “Lo studio della morte” non è un semplice romanzo da inserire nella categoria degli horror, ma va ben oltre. Pone in risalto questioni come l’adolescenza, l’amicizia, i primi amori, le paure, i limiti e la voglia di superarli, tipici della natura umana e che non possono e non devono essere circoscritti ad un’unica e specifica fase della vita, perché sono emozioni e sensazioni che accompagnano l’uomo per tutto il suo percorso. Quindi, se analizzato a fondo, può essere definito anche un romanzo introspettivo e psicologico.

Alcune sfumature richiamano il romanzo di Stephen King, “It” e, personalmente, ritengo che anche per “Lo studio della morte” una trasposizione cinematografica potrebbe essere adatta. La descrizione, infatti, è così precisa da poterla definire quasi visiva. L’Io narrante e i capitoli brevi, rappresentano un equilibrio perfetto e il finale inaspettato e a tratti quasi struggente, induce a riflettere e ad esaminarsi. Un viaggio verso gli inferi, metaforico e velato, riesce ad evidenziare perfettamente quel lato oscuro tipico e insito in ogni uomo. Una lettura che consiglio vivamente, e non solo agli appassionati del genere.

Fabiana Manna

Titolo: Lo studio della morte

Autore: Riccardo Murari

Editore: Bookabook

Anno: 2019

Pagg: 160-Brossura

Prezzo:€. 12,00

TRAMA:

Una gara fino alla grande villa disabitata in fondo alla valle: vince chi arriva quinto e perde chi arriva terzo. Sembra un gioco come tanti, in un giorno d’estate come tanti.
Ma la villa ha in serbo delle sorprese per i suoi otto ospiti: circondata da un giardino ricco di piante e fiori sconosciuti, all’apparenza tropicali, accoglie i ragazzi in un ampio salone con nove orologi a pendolo, uno più inquietante dell’altro. Il gioco finisce presto: un misterioso biglietto firmato da un certo Keyes e l’improvvisa apparizione di otto lapidi nel cortile della villa daranno il via a una caccia al tesoro drammatica, il cui scopo è sopravvivere…

Riccardo Murari è nato a Roma nel 1978 e attualmente vive nella zona dei Castelli Romani. Laureato in Medicina, lavora nell’ambito della medicina legale e delle medicine complementari. Lo studio della morte è il suo romanzo d’esordio.

Pubblicato da Fabiana Manna

Salve! Sono Fabiana Manna e adoro i libri, l’arte, la musica e i viaggi. Amo la lettura in ogni sua forma, anche se prediligo i thriller, i gialli e i romanzi a sfondo psicologico. Sono assolutamente entusiasta dell’idea della condivisione delle emozioni, delle impressioni e delle percezioni che scaturiscono dalla lettura e dalla cultura. Spero di essere una buona compagna di viaggio!

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