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La presenza e l’assenza di Franz Krauspenhaar

La presenza e l’assenza

Franz Krauspenhaar
Guido Cravat, ex poliziotto, uomo dal carattere difficile, sbarca il lunario grazie al suo lavoro da investigatore privato. Quando viene contattato dall’industriale milanese Tommei, che lo incarica di scoprire che fine abbia fatto sua moglie, Cravat non sa che sta per entrare in un gioco più grande di lui. Fin da subito si accorge che qualcosa, nella vicenda, puzza di marcio, soprattutto quando le indagini lo portano all’interno di un sottobosco composto da personaggi poco raccomandabili. Estromesso improvvisamente dal caso, impegnato in una lotta senza quartiere con il nuovo “detective” dell’industriale, il sadico Saluzzi, Cravat decide di portare a galla la verità, anche se questo dovesse costargli più di quanto possa immaginare. In un intreccio narrativo ricco di emozioni, colpi di scena e strane presenze, Franz Krauspenhaar consegna al lettore una storia molto particolare che non si può relegare semplicisticamente nel genere “giallo”.

Introduzione

Il genere della commedia ha avuto da sempre il compito di inscenare i vizi e i difetti dell’ essere umano mettendolo in ridicolo per portare alle risa . La risata è generata spesso dalla mimica , dalle assurde situazioni e dai dialoghi il cui fautore è sempre l’attore . Tra l’attore e lo spettatore si crea una sinergia invisibile , uno specchiarsi negli occhi dell’ altro che analizza la potenza segreta dello sguardo e la miriade di stanze dell’ animo frantumato da dilemmatici perchè senza alcuna soddisfacente risposta . Che cosa accade quando prendiamo però la consapevolezza che in quel preciso istante siamo sia soggetto sia oggetto della rappresentazione? Non è piacevole essere analizzati perchè ognuno di noi ha un lato del cuore dove nascondere i segreti più intimi , un luogo inaccessibile . Crediamo di aver creato un ‘ inespugnabile fortezza ma è solo un ‘ingannevole illusione . Ognuno di noi cerca affannosamente di ritagliarsi un ruolo ben definito, essere un perfetto attore sociale all’ interno di un disegno più grande e infinito di cui riusciamo a intravedere solo i contorni . Ci ritroviamo invece imperfetti e schiavi impregnati all’ interno di una nostra personale asocialità . Franz Krauspenhaar con il romanzo La presenza e l’assenza costringe i personaggi a mostrarsi per ciò che sono realmente. Il filtro diventa la loro personale perdizione ormai raggiunta nella perenne attesa del fatale destino si conduce il lettore in un viaggio più nero della notte .

Aneddoti personali

Sono arrivato ai romanzi Arkadia per caso grazie agli amici Antonello e Arturo e sono sicuro che continuerò questo bellissimo percorso. Nella pagina social della casa editrice stavano pubblicizzando le uscite di giugno e rimasi colpito dal titolo singolare e dalla copertina suggestiva . Contai le ore affinchè fosse disponibile la sinossi e fu decisamente amore a prima lettura. Cerco di alternare sempre i generi e dopo aver recensito un potente romanzo storico sulla seconda guerra mondiale , sentivo letteralmente il bisogno di qualcosa ricco di adrenalina che mi lasciasse col fiato sospeso . Questo libro mi chiamava ed ecco che ho deciso di avventurarmi . Mi aspettavo un tipico noir invece sono rimasto piacevolmente sorpreso per il suo essere originale e atipico . Mi sono infatti, divertito come non mi succedeva da tempo . Ringrazio Franz per averlo scritto e spero che la nostra amicizia possa durare nel tempo . Ringrazio anche Patrizio , Tania , Ivana e Mariela che mi hanno caldamente consigliato la lettura .
Recensione

Recensione


Un uomo passeggia in perfetto anonimato tra le vie di Milano , che si ritrova suo malgrado ad essere lo scenario di una cruda e meticolosa analisi antropologica tra illusione e brutalità . L’uomo fuma e il fumo colora non solo l’aria ma diventa anche l’ossessione che tinge le pagine del romanzo confondendo magistralmente il lettore nel labile confine tra il bene e il male Attraverso i diciannove capitoli del romanzo riscopriamo la funzione sintattica e descrittiva degli aggettivi . Tutti i personaggi sono infatti descritti e sapientemente marchiati da un aggettivo che mette in risalto l’aspetto principale delle loro complesse personalità . Il romanzo diviso in due parti riporta all’ inizio una frase di Thompson e una di Simenon , due pietre miliari del genere . Le due citazioni non sono soltanto un omaggio ma riassumono perfettamente quello che sarà raccontato in ogni singola parte . Ė la storia di Guido Cravat , un ex poliziotto che ha lasciato la polizia perchè stanco della corruzione presente nel settore e decide per questo di ritrovare una sua apparente integrità svolgendo in proprio l’attività di investigatore privato . L’uomo è contattato da Rossano Tommei un famoso imprenditore annebbiato dal successo e dai suoi personali fantasmi . L’investigatore è ingaggiato per la misteriosa scomparsa della moglie dell’ enigmatico imprenditore , la bella Daniela . Questo rappresenta non solo l’inizio del romanzo ma anche il momento esatto del crollo delle certezze . L’autore condivide con Faletti non solo lo scenario di Milano ma anche la scelta di chiamare colei che rappresenta la chiave del mistero Carla . Entrambi i personaggi femminili sfruttano la loro bellezza , sono l’oggetto del desiderio del protagonista ma nascondono atroci segreti . Guido Cravat è molto simile al Rocco Schiavone di Manzini . Il personaggio è schivo , anticonformista , ribelle e decisamente ironico . Quest’ ultimo aspetto rende veramente indimenticabile Cravat , la sua ironia è beffarda perchè è l’arma che usa non solo per ridicolizzare gli altri ma soprattutto per nascondere la sua profonda solitudine . Nel corso dell’ indagine Cravat dovrà anche fronteggiare la pressante ingerenza di Dino Saluzzi un ex collega anche lui diventato un investigatore privato . Dino è un personaggio borderline che come l’Angelo Cantiani di Morbidelli è il deus ex machina della storia , attraverso la sua anima nera e psicopatica il romanzo muta la sua melodia. Che cosa significa veramente il titolo dell’ opera ? La presenza di molteplici verità e un’assenza di giudizio poichè tutti i personaggi seguono il loro destino . La presenza di un ‘entità che permette al protagonista di svolgere singolari soliloqui con la voce della sua anima e creare un rapporto speciale con il lettore al punto tale da mettersi a nudo senza vergogna . Il titolo racchiude altresì il dualismo che caratterizza tutte le nostre esistenze basate sul principio della contraddittorietà . Una corsa contro il tempo , un susseguirsi di morti , un serial killer che va fermato prima che sia troppo tardi, ma soprattutto un segreto inconfessabile. Anime strozzate o inghiottite da pesanti macigni che trovano nella pagina scritta l’occasione di una personale rinascita

Conclusioni

Consiglio questo libro veramente a tutti coloro che amano i noir e vogliono regalarsi qualcosa di speciale , perchè questa è una storia indimenticabile che ti entra dentro e che fatichi a lasciare andare .

Recensione di Francesco De Filippi

Pubblicato da Francesco De Filippi

Mi chiamo Francesco De Filippi un giovane siciliano da poco dottore in Filologia moderna e italianistica . Il settore umanistico non è una passione ma il motore della mia esistenza . Il teatro e i libri mi hanno salvato la vita dalle difficoltà e credetemi sono state tante . Aspirante scrittore con la voglia di insegnare sperando di trasmettere tutto l'amore che ho per i libri . Le persone e gli amori vanno i libri restano , sono i nostri compagni più fedeli , non ci tradiranno mai e soprattutto ci permettono di sognare. Dobbiamo difendere i libri perchè nessuno può uccidere i nostri sogni . Accetto di far parte di questo blog perchè fin dalla prima volta mi sono sentito subito in famiglia . Mi sembra il posto giusto dove essere me stesso perchè posso condividere letture . Sapere che le persone acquistano i libri che consiglio mi rende felice , per questo non vedo l'ora di iniziare quest' avventura!! Un caro saluto Francesco.

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