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Il silenzio degli innocenti di Thomas Harris

Il silenzio degli innocenti

Il silenzio degli innocenti

Thomas Harris
Hannibal Lecter è uno psichiatra geniale, un uomo colto e raffinato. Ed è anche un pericoloso psicopatico e un feroce assassino. Ma è l’unica risorsa che ha a disposizione la giovane agente dell’FBI Clarice Starling per rintracciare Buffalo Bill, l’imprendibile “mostro” che scuoia le sue vittime. Il dottor Lecter decide di aiutarla, ma al prezzo di uno scambio perverso: le consegnerà Buffalo Bill in tempo per salvare la sua ultima preda unicamente se Clarice accetterà di svelargli ciò che da anni tormenta la sua anima…
Thomas HarrisHa lavorato come reporter e nel 1975 ha esordito come scrittore con il thriller Black Sunday. Sono seguiti Red Dragon (1981), Il silenzio degli innocenti (1988), da cui è stato tratto un film di culto, Hannibal (1999), Hannibal Lecter (2006). Nel 2019 viene pubblicato Cari Mora. In Italia tutti i suoi libri sono stati tradotti da Mondadori.

Introduzione

“Il silenzio degli innocenti” è il terzo libro scritto da Thomas Harris ed è il secondo sul personaggio di Hannibal Lecter, preceduto da “Il delitto della terza luna” (Red Dragon nell’originale). Pubblicato nel 1988, ha vinto nello stesso anno il “Bram Stoker Award” per il Miglior romanzo e l’anno successivo
l’ “Anthony Award” per il Miglior romanzo; inoltre è stato nominato per il “World Fantasy Award” nel 1989.
È stato altresì fedelmente riprodotto nella omonima trasposizione cinematografica nel 1991, interpretato magistralmente da Anthony Hopkins e Jodie Foster, e ha vinto cinque premi Oscar.

Aneddoti personali

“In ognuno di noi c’è un altro essere che non conosciamo. Egli ci parla attraverso i sogni e ci fa sapere che vede le cose in modo ben diverso da ciò che crediamo di essere.”
Così, Jung, sinteticamente, accenna alla importanza della funzione onirica, ai traumi che eventualmente non sono stati elaborati e ai messaggi che ci giungono proprio grazie ai sogni. E noi, tutti noi, riusciremo a far tacere gli agnellini?

Recensione

Siamo nel 1983. Clarice Starlig, brillante allieva della Sezione Scienza del Comportamento di Quantico, viene convocata da Jack Crawford, capo dell’FBI, per collaborare a un caso complesso e delicato. Nello specifico, Crawford vuole che Clarice si rechi al manicomio criminale statale di Baltimora, per parlare con il dottor Hannibal Lecter, psichiatra geniale e mefistofelico, pericoloso e feroce assassino, sperando che il folle medico possa rivelare informazioni determinanti su uno spietato serial killer che terrorizza l’America, catturando giovani donne, tenendole sotto sequestro per diversi giorni per poi scuoiarle: Buffalo Bill.
“Bill scuoiava i tronchi e quasi sempre lasciava intatti gli arti.”
Lecter, dotato di una intelligenza e una percezione superiore alla media, accetta di aiutare la giovane recluta, in cambio di uno scambio perverso: Clarice dovrà svelargli ciò che da tempo immemore la inquieta.
QUID PRO QUO
Un passato difficile e doloroso fa capolino…
Nonostante Crawford le avesse espressamente raccomandato di non raccontare nulla di sè allo psichiatra, Starling accetta invece di cedere al compromesso con Lecter, pur di arrivare in tempo per salvare Catherine Baker Martin, figlia della senatrice Martin, sequestrata anche lei dal serial killer.
La lotta contro il tempo, e non solo, è cominciata…
Sono assolutamente persuasa dall’idea che la stragrande maggioranza delle persone conosca molto bene la trama di questo straordinario romanzo, estremamente forte, appassionante e ricco di pathos, dal quale è stato tratto l’omonimo film. Inizialmente intitolato “The silence of the lambs” (letteralmente “Il silenzio degli agnelli), fu poi tradotto “Il silenzio degli innocenti” pare per evitare di offendere una nota famiglia piuttosto potente nell’industria automobilistica nazionale.
Il dualismo tra il bene e il male si interseca perfettamente nei personaggi principali: Lecter e Starling, l’uno in netta antitesi rispetto all’altra. Lui, estremamente preparato, elegante, appassionato di musica classica, dotato addirittura di un certo senso dell’umorismo, ma pur sempre un assassino spietato e privo di scrupoli; lei, giovane e ancora insicura, anche se determinata e a tratti risolutiva.
Quasi due facce della stessa medaglia…
La descrizione dei luoghi e pressoché vaga, e questo fa sì che la concentrazione sia totalmente riversata sui personaggi e sui vari dettagli.
Anche la descrizione di Buffalo Bill, alias Jame Gumb, è molto inquietante e particolare.
“Jame non è un vero gay, sa: è un’abitudine che ha preso in galera. Per la verità non è niente, è una specie di vuoto totale che vorrebbe riempire, è così pieno di rabbia. Si aveva sempre la sensazione che la stanza fosse un po’ più vuota quando lui entrava. Voglio dire…aveva ucciso i nonni quando aveva dodici anni e ci sarebbe da pensare che un individuo così avesse una certa presenza, non le sembra?”
Un sensazionale thriller psicologico, che ci trasporta nei più oscuri meandri della mente umana, lasciando chiaramente emergere che il Male è un elemento intrinseco delle persone, di un inconscio collettivo di impulsi sostanzialmente irrisolti. Si evince altresì il parallelismo tra il bozzolo della falena e il dolore: solo la metamorfosi di entrambi gli elementi può garantire il passaggio allo stadio successivo, a ciò che siamo chiamati e destinati ad essere…
Curiosità sulla copertina del libro:
Il teschio al centro della bestiola appoggiata sulle labbra di una ragazza (il serial killer Buffalo Bill inserisce un esemplare di “acherontia atropos”, un tipo di lepidottero, nella cavità orale delle sue vittime) è in realtà una illusione ottica derivata da un’immagine di sette donne nude disposte ad arte proprio per generare la macabra rappresentazione. Gli autori della foto sono il fotografo Philippe Halsman e l’artista Salvador Dalì e l’opera si chiama “In voluptas mors”.

Conclusioni

Nonostante siano trascorsi più di trent’anni dalla pubblicazione, “Il silenzio degli innocenti” resta sempre un thriller straordinario, come pochi, che toglie il fiato e che lascia il lettore completamente avvinto e incapace di distogliersi. Una lettura pazzesca, un viaggio nell’inferno umano…

Voto

5/5

Citazioni

“Mi dia retta: un delitto confonde già abbastanza le idee anche senza bisogno che le indagini mescolino le carte. Non si lasci mettere fuori strada da un’orda di poliziotti. Abbia fiducia nei suoi occhi. Ascolti se stessa. Mantenga il delitto ben separato da quanto succede intorno a lei. Non cerchi di imporre a quell’individuo uno schema o una simmetria. Conservi una mentalità aperta e lasci che sia lui a rivelarsi”

“In tutta la sua vita aveva visto alcuni dei modi orribilmente disinvolti con cui il mondo distrugge le cose(…) A volte la specie umana produce, dietro un volto normale, una mente che trova piacere in ciò che adesso giaceva sul tavolo di porcellana a Potter…”

“Prima regola, Clarice: semplicità. Leggi Marco Aurelio, di ogni singola cosa chiedi che cos’è in sé, qual è la sua natura.”

“Dunque, Clarice, gli agnelli hanno smesso di gridare?”

Recensione di Fabiana Manna

Pubblicato da Fabiana Manna

Salve! Sono Fabiana Manna e adoro i libri, l’arte, la musica e i viaggi. Amo la lettura in ogni sua forma, anche se prediligo i thriller, i gialli e i romanzi a sfondo psicologico. Sono assolutamente entusiasta dell’idea della condivisione delle emozioni, delle impressioni e delle percezioni che scaturiscono dalla lettura e dalla cultura. Spero di essere una buona compagna di viaggio!

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