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“Il Profeta”, di Kahlil Gibran

Autore: Kahlil Gibran

Titolo: Il Profeta

Editore: Feltrinelli

Collana: Universale Economica/saggi

Pagg: 96-Tascabile

Prezzo:€. 7,50

Il profeta di Khalil Gibran. Un libro senza tempo.

Pubblicato per prima volta nel 1923, “Il Profeta” è un libro di non semplice collocazione. Non è un romanzo, non è un saggio né un libro di poesie e forse è questo il motivo per cui è stato definito, da alcuni, una raccolta di sermoni su varie tematiche afferenti la quotidianità dell’essere umano.  Non ha un vero e proprio status spazio-temporale, si sa che il tutto si svolge nella città di Orphalese che il Profeta Almustafa, l’Eletto di Dio, sta per lasciare, dopo aver vissuto per ben dodici anni.  Prima di abbandonare la città per far ritorno al suo paese di origine, la veggente Almitra gli chiede di omaggiare la popolazione con le sue verità, in modo tale da farne divenire insegnamenti per le generazioni future. Ecco quindi che partendo dall’Amore, il Profeta, interpellato da vari personaggi che man mano si susseguono, inizia a parlare di una serie di tematiche afferenti la vita e il vivere quotidiano. Esempi e insegnamenti sull’amicizia, il matrimonio, il dono, il bene e il male, il lavoro, la religione, la gioia, il dolore, la morte etc.  Per ogni argomento una serie di perle di saggezza talmente attuali da far dimenticare che ciò che si sta leggendo è stato scritto quasi un secolo fa….  Il testo è breve, il linguaggio è semplice, scorrevole ma ricco di simboli e metafore dal sapore quasi divinatorio. Una serie di risposte in molte delle quali aleggia una sorgente di stampo religioso-spirituale. E’ comunque un libro senza tempo  che offre validi spunti di pensiero, di profonda riflessione oltre che di messa in discussione dei propri ideali, delle proprie convinzioni e sugli interrogativi che da sempre accompagnano l’esistenza umana.  E’ uno di quei testi che si presta facilmente ad una moltitudine di interpretazioni e può o meno piacere, ma è di sicuro denso di insegnamenti che confluiscono in due concetti brillantemente intersecantisi, ovvero, quello pedagogico da un lato e quello mistico-religioso dall’altro.  Alcune tesi esposte possono all’apparenza sembrare banali, scontate o contornate da luoghi comuni ma ciò nonostante offre validi messaggi da cui trarre insegnamenti  quotidiani e per la vita. Un vero e proprio scrigno di sapienza da tenere a portata di mano e cui attingere di tanto in tanto quando se ne sente la necessità…

“…. […]… L’Amore non dà nient’altro che se stesso e non prende nulla se non da se stesso. L’Amore non possiede, né vorrebbe essere posseduto, perché l’Amore basta all’Amore…. L’Amore non ha altro desiderio che quello di adempiersi. …. [….]… Lasciate che vi siano spazi nel vostro stare insieme, e lasciate che i venti del cielo danzino tra voi. Amatevi l’un l’altro, ma dell’Amore non fatene un vincolo: lasciate piuttosto che vi sia un mare in movimento tra le sponde delle vostre anime. ….. Cantate e danzate insieme e siate gioiosi, ma fate che ognuno di voi possa star solo, come sole sono e corde del liuto sebbene vibrino della stessa musica….. E reggetevi insieme senza però stare troppo vicini…. [….]…..”

Sicuramente consigliata la lettura.

Teresa Anania

Kahlil Gibran, saggista, narratore, poeta mistico e artista, nasce a Bisherri, in Libano, nel 1883, figlio di cristiani maroniti. Vive con madre e fratelli a Boston tra il 1894 e il 1897, rientrato in patria studia letteratura araba a Beirut. Di nuovo a Boston nel 1904, conosce Mary Haskell, sua benefattrice e futura curatrice delle sue opere. Nel 1908 è a Parigi, dove studia arte, legge Voltaire, Rousseau, Blake e Nietzsche, e pubblica un libro di racconti in arabo, Spiriti ribelli. Stabilitosi a New York nel 1912, si afferma come pittore e poeta, comincia a scrivere in inglese e nel 1918 pubblica Il folle. Fonda nel 1920 un’associazione letteraria siro-libanese per il rinnovamento della conservatrice letteratura araba. Muore a New York nel 1931. Feltrinelli ha pubblicato il suo libro di maggior successo, Il Profeta (1991), Le tempeste (1991), Scritti dell’ispirazione. Un’antologia (2006), Il giardino del Profeta (2013) Gesù figlio dell’uomo (2013), e, nella collana digitale Zoom, L’ultimo dei sognatori (2013).

TRAMA:

Dopo alcuni anni trascorsi in terra straniera, Almustafa (ovvero l’eletto di Dio), sente che è giunto il momento di fare ritorno all’isola nativa. In procinto di salpare egli affida al popolo della città di Orphalese un prezioso testamento spirituale: una serie di riposte intorno ai grandi temi della vita e della morte, dell’amore e della fede, del bene e del male. Pubblicato a New York nel 1923, “Il Profeta” viene subito accolto con grande favore di pubblico soprattutto presso i giovani, i quali vedono in Gibran un maestro di saggezza. A distanza di tanti anni l’interesse è rimasto immutato: silloge che abbraccia i problemi fondamentali dell’esistenza, il capolavoro del poeta libanese è anche libro di notevole fascino. Il clima sospeso e rarefatto, il ritmo incantatorio di una scrittura lirica di presa immediata, incisiva e visionaria, l’incontro tra due opposte culture, l’orientale e l’occidentale, sono la cifra di uno stile inconfondibile.

Teresa Anania

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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