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I VERI LIMITI

Editoriale dedicato ad Alex Zanardi, tifando per lui affinché vinca questa seconda dura prova della sua vita

Alex Zanardi, tramite la sua stessa esistenza, dà a noi tutti una profonda lezione di vita: quella di aver consapevolezza dei propri limiti e farne di ciò un’opportunità. Per comprendere meglio il significato di tale insegnamento, del quale tutti dovremmo farne tesoro, rimando a un concetto che trova le sue origini nella remota storia dell’Impero Romano.
I romani, con le loro conquiste, giunsero a dominare, durante la massima espansione dell’Impero, un’area vastissima che comprendeva quasi tutto il mondo antico, dall’attuale Inghilterra, fino all’Asia, passando per il nord Africa. Definirono “limes” i confini dell’Impero, oltre i quali era ritenuto impossibile andare oltre, perché non avrebbero potuto conservare stabilmente il predominio. Quei limes erano quindi come le colonne d’Ercole, così definite in quel punto di congiunzione tra mare Mediterraneo e oceano Atlantico che, in epoca successiva, avrebbero definito l’invalicabile, che i naviganti non osavano oltrepassare perché portava verso l’ignoto, un limite assoluto che incuteva semplicemente paura.
Limes, limiti, quindi, che è sinonimo di arresa, il gettare la spugna, il punto oltre il quale noi, mentalmente e fisicamente, non riusciamo più ad andare oltre.
Ma è proprio così? No, non lo è, perché ci sono persone come Zanardi che ripetutamente ci hanno dimostrato che si può vivere addirittura oltre quel limite, quel limes, facendoci scoprire una vita nuova perfino migliore. Come può essere tutto ciò? Qual è il propulsore di una simile forza che può addirittura farci andare contro il predefinito flusso della vita?
Tutto parte dal mistero contenuto nel nostro cervello, che mosso dal volano dell’istinto di sopravvivenza, tramite la nostra mente, permette all’uomo di essere prodigioso, oltre ogni limite, appunto.
Il risultato di questo processo è la virtù, frutto dell’elaborazione mentale in determinate parti del nostro cervello, che consentono di bilanciare e anche di superare processi psichici che inducono il nostro “io” alla rassegnazione, allo scoramento, al senso di sconfitta.
Una delle virtù più importanti che possono scaturire da noi è la resilienza, quella forza che può nascere a seguito di un evento traumatico sia esso fisico o mentale: questa è la chiave dell’enigma che ci fa capire il messaggio di Alex Zanardi.
Essere resilienti significa aver avuto la consapevolezza delle infinite risorse che serba la vita, oltre ogni limite e quindi i nostri limiti, appunto, possono essere superati grazie a quella volontà di rinascere, di comprendere che la nostra esistenza può essere composta da più vite. È il risorgere, mettendo al bando i nostri sensi di sconfitta e rassegnazione, andando a ricercare in noi stessi quelle risorse che nella prima vita erano depositate in noi, non sfruttate e quindi piene di energia.
Persone come Alex Zanardi, Ezio Bosso, Stephen Hawking e tutti coloro che sono riusciti a superare i loro limiti sono la dimostrazione che ciò è possibile, perché, come ho già detto, l’uomo è un essere prodigioso.
Guardare a queste persone ci fa riflettere e non poco ed è motivo per guardarci allo specchio e indurci a quell’introspezione (tanto a me cara, forse ve ne sarete accorti), per esaminare la nostra vita, durante la quale certe preziose piccole cose sono state date per scontate e abbiamo fortificato in noi pregiudizi di ogni genere in quanto persuasi dal nostro egoismo e dalla nostra indifferenza.
Personalmente, questa introspezione la feci tanti anni fa, a vent’anni, nel fiore della mia giovinezza. Avevo tanti progetti per la mia vita, vedevo il mondo ai miei piedi, ero ambizioso e davo per scontate le piccole cose. Ma un evento tragico cambiò tutto: una piovosa giornata di luglio in autostrada con la mia Fiat 126, vidi piombare verso di me una Volvo in testa-coda; in una frazione di secondo quell’auto travolse la mia in contro-mano (la Savona-Torino all’epoca era a doppio senso), un frontale terribile, il buio calò in me, la mia vita fu sospesa. Mi risvegliai al pronto soccorso, non riuscivo a muovere la bocca, sentivo solo il sapore caldo del mio sangue e udivo le voci degli infermieri attorno a me. Le fratture multiple facciali andavano riparate subito, non c’era tempo, la mia vira era appesa a un filo, mi cucirono in fretta per essere trasferito a Genova, all’Ospedale Galliera dove subii due interventi facciali. Le contusioni e le ferite al resto del corpo erano un dettaglio. In quei momenti scorsi tutta la mia vita, pensavo alla concreta possibilità che i miei progetti svanissero, non vedevo più il mio futuro, vedevo solo il buio di un tunnel infinito.
Dopo il secondo intervento, mi risvegliai steso sul letto in ospedale e dissi: sono vivo. Fu quello mio il primo pensiero. Qualcuno aveva impedito che andassi all’altro mondo: ero stato graziato e capii subito quanto la vita fosse preziosa e quanto altrettanto prezioso fosse tutto ciò che era dentro di me e fuori, intorno a me. Avevo vent’anni, ma la mia vita aveva voltato pagina, una nuova pagina. Quel trauma mi cambiò ed ebbi la forza di ricominciare con uno slancio nuovo, anch’io avevo superato quei limiti che credevo invalicabili, perchè non mi ero piegato allo sconforto: volevo continuare a vivere.
Quando ho appreso dell’incidente di Zanardi, ho pensato al mio tragico evento e mi sono venuti i brividi.
Ho voluto parlare di me in questo senso perché anche io, alla fine, dovevo subire un trauma per capire quanto fosse bella la vita. Avevo sbagliato anch’io.
Ma non deve essere così, ognuno dovrebbe guardarsi dentro e riflettere, senza traumi, perché le disgrazie non si augurano a nessuno.
Dico questo perché ognuno di noi dovrebbe raggiungere al consapevolezza che i veri limiti non sono quelli del nostro corpo e della nostra mente. I veri limiti sono l’arroganza, la presunzione, i pregiudizi, la cattiveria, l’egoismo, la superbia, l’indifferenza, l’ottusità; tutte quelle connotazioni che rendono l’uomo fetido.
L’uomo è limitato dal suo male, perché lo rende schiavo della sua mentalità perversa.
L’uomo vede un altro uomo diverso perché non è uguale a lui, quale scellerato concetto! Forse questo è il più grande dei limiti.
Guardiamo negli occhi chi riteniamo, a torto, più sfortunato di noi, vedremo in lui la luce della vita. Chi riteniamo più sfortunato di noi deve affrontare una salita più ripida e solo per questo è una persona straordinaria.

Grazie Alex.
Giovanni Margarone

Pubblicato da Giovanni Margarone

Sono Giovanni Margarone, sono nato nel 1965 e scrivo narrativa. I miei romanzi rientrano maggiormente in quelli di formazione, per via dell’evoluzione che fanno compiere (innanzitutto interiore e non solo) ai protagonisti (dall’infanzia all’età adulta, risalendo sovente alle origini, scavando nella storia del personaggio). Forte è la componente introspettiva e psicologica, per cui il personaggio resta sempre e comunque l’elemento centrale delle narrazioni, che potrebbero essere quindi ambientate in qualunque luogo. Sono un autore che vuole scrivere per gli altri, perché diversamente la mia sarebbe un’attività monca, fine a se stessa. Interpreto la scrittura come il mezzo più efficace per trasmettere sentimenti, emozioni e per indurre alla meditazione. Questa interpretazione trascendentale della scrittura mi è assai cara, perché ritengo che la spiritualità faccia parte di noi stessi e che lo spirito vada nutrito. Ho finora scritto e pubblicato quattro romanzi: “Note fragili” (2018, seconda edizione), “Le ombre delle verità svelate (2018, seconda edizione), “E ascoltai solo me stesso” (2019, seconda edizione) e “Quella notte senza luna” (2018). Inoltre, nel 2019 un mio racconto “Il segreto del casone” è stato inserito nell’antologia “Friulani per sempre” – con postfazione di Bruno Pizzul - edito da “Edizioni della sera”. Nel novembre 2019 sono stato insignito di una “Benemerenza” dal Comune di San Giovanni al Natisone (UD) (dove risiedo) per meriti letterari. Sono membro della Commissione Cultura del Comune di San Giovanni al Natisone (UD). I miei romanzi hanno ricevuto numerosi premi letterari. Il mio sito ufficiale è https://margaronegiovanni.com/

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