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I CRITERI DELLA SPERANZA di Luigi De Bellis

I criteri della speranza

Luigi De Bellis
Quattro nazionalità. Quattro individui in un momento cruciale della loro esistenza e inconsapevolmente uniti. Italia. Politico prossimo alle elezioni. Un personaggio ambiguo che cerca di trarre in inganno chiunque, compreso se stesso. Nigeria. Giovane ragazza costretta ad intraprendere un duro viaggio per far fronte alle necessità della sua famiglia. STATI UNITI. Starlet di reality. Ereditiera egocentrica il cui unico interesse e quello di fare parlare di sé. Corea del Nord. Un padre di famiglia braccato dagli eventi. Che dall’oggi al domani si troverà bollato come traditore dal regime capitalista e autoritario di Kim Jong-un. Ognuno con la sua strada da percorrere e i loro piccoli grandi incontri a valorizzare o meno le proprie convinzioni. Ognuno con il suo presente narrato in prima persona.

Introduzione

Nel romanzo, si narrano le vicende di quattro persone fra loro lontane, che vivono un momento cruciale della loro esistenza, uniti inconsapevolmente da un unico, grande sentimento umano qual è la speranza. Infatti i quattro personaggi vivono in modi differenti questo sentimento, che nel divenire umano cessa solo quando giunge il sovrannaturale, l’impossibile o la morte.
Abbiamo un politico prossimo alle elezioni, mosso dall’ambizione che gli cancella ogni umanità, come fosse diventato una macchina, mascherato dal suo ruolo politico e animato da un cinismo dissennato.
Poi c’è una ragazzina nigeriana, che vive con sofferenza un luogo a lei diventato ormai alieno, sebbene lì il suo nuovo Dio l’abbia fatta nascere. Una storia di emigrazione, quella cruda, della quale sentiamo parlare ogni giorno, spesso guardata con indifferenza e condanna, come se non ci appartenesse, perché vissuta da una parte di umanità che non vogliamo vedere, né ascoltare. La giovane ragazza è costretta ad intraprendere un duro viaggio per far fronte alle necessità della sua famiglia.
Un’ereditiera americana, invece, è perseguitata dal gossip, tuttavia il suo unico interesse e quello di fare parlare di sé. Ma soffre anche lei, perché sebbene sia nata nella nazione più potente e ricca del mondo e sia miliardaria, tuttavia non ha ancora trovato equilibrio nella sua interiorità.
L’ultimo è un nord-coreano che vive quindi sotto il regime autoritario di Kim Jong-un. È un povero padre di famiglia che faticosamente cerca di dare una parvenza di normalità alla sua vita in una nazione in cui tutto è controllato e prestabilito. Un regime comunista ormai fuori dal tempo, radicato ancora a quelle idee che si disgregarono ai tempi della Perestrojka nell’ex-URSS. Bollato come traditore, è braccato dal regime e trovandosi in un vicolo cieco, riconosce solo nella fuga la soluzione alla sua condizione esistenziale.

Recensione

Il tema del romanzo, la speranza, è l’unico legame che accumuna le quattro storie. Quattro personaggi diversi per cultura e nazionalità, che vivono i loro problemi nel mondo attuale. Un mondo travagliato, a volte confuso, con dilemmi planetari di difficile soluzione verso i quali la comunità internazionale si è rivelata spesso, purtroppo, impotente. Ma questo mondo è fatto di uomini e donne, fragili, imperfetti e quindi la società è inevitabilmente imperfetta. È utopia pensare a un mondo perfetto, come quello aulico degli dei dell’Olimpo. Questa imperfezione era stata constatata e studiata dai pensatori Greci, che la considerarono, de facto, inevitabile; concedendo all’uomo solo la possibilità di correggersi con le proprie forze aiutato dalla ragione. Ma quei pensatori non esclusero mai la speranza, definendola l’unica via verso la salvezza. Una nota di merito all’autore è aver affrontato questo tema, perché deve essere tenuto sempre vivo, come una fiammella che non deve mai spegnersi finché c’è vita. Affrontare tematiche importanti in un libro costa impegno. Niente è più difficile di descrivere le emozioni e i sentimenti umani, perché l’uomo, sebbene imperfetto, è complesso ed è ostico insinuarsi nei meandri del suo ego.
In questo libro, i personaggi sperano in un futuro che possa essere confacente alle loro aspettative e nulla c’entra essere ricchi o poveri, potenti o deboli, perché la fragilità interiore è trasversale, tocca tutti e ogni individuo, nel suo contesto, seppur con intensità diversa, spera, spera sempre. Negare di essere fragili è solo ipocrisia.

Conclusioni

È un libro nel complesso interessante; è indovinata la modalità narrativa dell’io narrante. Tuttavia lo stile è un po’ artigianale, manca quel necessario taglio letterario. La lettura è disturbata da parecchi errori e refusi.

Recensione di Giovanni Margarone

Pubblicato da Giovanni Margarone

Sono Giovanni Margarone, sono nato nel 1965 e scrivo narrativa. I miei romanzi rientrano maggiormente in quelli di formazione, per via dell’evoluzione che fanno compiere (innanzitutto interiore e non solo) ai protagonisti (dall’infanzia all’età adulta, risalendo sovente alle origini, scavando nella storia del personaggio). Forte è la componente introspettiva e psicologica, per cui il personaggio resta sempre e comunque l’elemento centrale delle narrazioni, che potrebbero essere quindi ambientate in qualunque luogo. Sono un autore che vuole scrivere per gli altri, perché diversamente la mia sarebbe un’attività monca, fine a se stessa. Interpreto la scrittura come il mezzo più efficace per trasmettere sentimenti, emozioni e per indurre alla meditazione. Questa interpretazione trascendentale della scrittura mi è assai cara, perché ritengo che la spiritualità faccia parte di noi stessi e che lo spirito vada nutrito. Ho finora scritto e pubblicato quattro romanzi: “Note fragili” (2018, seconda edizione), “Le ombre delle verità svelate (2018, seconda edizione), “E ascoltai solo me stesso” (2019, seconda edizione) e “Quella notte senza luna” (2018). Inoltre, nel 2019 un mio racconto “Il segreto del casone” è stato inserito nell’antologia “Friulani per sempre” – con postfazione di Bruno Pizzul - edito da “Edizioni della sera”. Nel novembre 2019 sono stato insignito di una “Benemerenza” dal Comune di San Giovanni al Natisone (UD) (dove risiedo) per meriti letterari. Sono membro della Commissione Cultura del Comune di San Giovanni al Natisone (UD). I miei romanzi hanno ricevuto numerosi premi letterari. Il mio sito ufficiale è https://margaronegiovanni.com/

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