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“Come sputi nella sabbia” – Ira Initium Insaniae, di Paolo Bertulessi

“Come sputi nella sabbia” – Ira Initium Insaniae, di Paolo Bertulessi

Paolo Bertulessi
Esistono versi, quasi troppo scontati, che si nutrono del suono di un’onda, della carezza di una brezza marina, del tepore del sole, di cieli, di prati e ruscelli. Ci sono poi versi, come quelli contenuti in quest’opera, che nascono come ispirati dalla desolazione invernale di una spiaggia, dal malessere sociale e da panorami urbani: Paolo Bertulessi  rivede la poesia e si trasforma in moderno aedo, un cantore che scuote l’anima dei lettori con odi spesso ruvide, taglienti, iraconde e introspettive, come una pioggia di dardi, come un cielo plumbeo, come sogni dissolti…come sputi nella sabbia.

Introduzione

“Siamo uccelli rinchiusi in voliere e cantiamo credendoci in cielo, svolazzando col fiato corto tra ciotole d’acqua, grani di cibo e croste di guano, illusi di essere liberi” (P. Bertulessi)

Recensione

A distanza di un anno dalla sua ultima silloge noir, Paolo Bertulessi, riconferma il suo essere un cantore alchemico fuori dagli schemi canonici di una società abituata al “deve essere così perché così fan tutti”.  La sua è una visione del mondo, e di tutto ciò che ruota intorno, completamente avulsa da rigidi stereotipi mentali privi di logica e/o razionalità.  Si pone domande, si mette in gioco, si interroga, si ascolta e si lascia guidare dalle sue idee, dai suoi istinti senza alcun condizionamento esterno tanto meno, e soprattutto, da un Dio che non egli non riconosce, non sente suo. I versi sono liberi, privi di rima; non ci troviamo quindi davanti al classico genere letterario di  poesia strutturata ma di fronte a ciò che, per molti aspetti, può essere definita vera e propria prosa, con pensieri intimi e personali adagiati nero su bianco quasi a voler imprimere velocemente qualcosa prima che la memoria possa fare brutti scherzi.  Un totale di novantasei liriche, nelle quali vengono affrontate tematiche personali e sociali oltre che sentimenti, emozioni, stati d’animo e quel nostalgico rimpianto per un tempo che scorre in maniera inesorabile senza fare sconti a nessuno.  Presenti ovunque i suoi dubbi e le sue incertezze sulla fede, il suo non accettare quella caducità dell’essere umano che sente il bisogno di ricorrere a un Dio che Paolo sente non appartenergli. Quel Dio la cui manifestazione di fede per eccellenza, il Natale, altro non è che una ipocrita festa puramente commerciale. Il dolore straziante di veder  morire una persona amata e non poter lenire la sua sofferenza, non poter cambiare le sue sorti e dover fingere che tutto vada bene.  L’amarezza è la mancanza di fiducia nel futuro e il rimpianto di non poter riavvolgere il nastro della propria vita per rifare tutto in maniera diversa e con maggiore consapevolezza.  Non mancano le allusioni alla cattiva gestione politica, ai giovani che non sanno divertirsi e all’abominio della pedofilia all’interno del mondo ecclesiastico.  L’incapacità di guardarsi dentro, unico luogo ove trovare tutte le risposte; il desiderio spasmodico di una felicità effimera ricercata compulsivamente tra le vie dello shopping per colmare un sentimento di vuoto quasi irrecuperabile.  Il non saper o voler vedere oltre il visibile in una società dove ormai l’apparire e l’avere a ogni costo hanno ormai occupato il posto dell’essere.  La paura del diverso da noi, dei cosiddetti invisibili, coloro i quali vivono ai margini delle strade e di cui nessuno sembra preoccuparsi.
Non manca nulla in questa raccolta poetica, e non manca perché Bertulessi, oltre a essere un autore dalle innegabili doti letterarie, riesce a trarre ispirazione da ogni situazione e in qualsiasi momento della giornata.  Tutto si trasforma nel giusto movente per utilizzare la penna come fosse un’arma affilata, appuntita e ben tagliente, che Paolo sa maneggiare con estrema maestria andando a colpire i punti salienti e caratteristici di ogni sfaccettatura umana e sociale.  Particolare fin dal titolo questa silloge “Come sputi nella sabbia”; quanto rumore può fare uno sputo sulla sabbia? Può passare inosservato probabilmente ma “a volte può creare un cratere” … tutto dipende da ciò che è contenuto nella saliva. …  Bella la cover, luminosa; infonde tranquillità e speranza pur se in forte antitesi con il noir della scrittura e con la figura di un uomo (?) che sembra camminare sulla battigia dirigendosi verso un “oltre” fatto di luce che si presta a una miriade di interpretazioni.
 

Conclusioni

Bertulessi conferma ancora una volta la sua brillante capacità stilistica, la padronanza di un linguaggio colto, ricercato ed evocativo. Pur affrontando tematiche sociali e direttamente connesse a tutte le sfumature che la vita presenta, tutto è narrato dal suo personalissimo punto di vista e dalla libera e soggettiva interpretazione strettamente legata al suo modus vivendi, ai suoi sentimenti e al suo vissuto intimo e a tratti doloroso.  Esula dai canoni classici di poesia moderna, presentando a tratti una spasmodica ricerca di quella verità che sembra continuamente sfuggire di mano.  Liriche che hanno bisogno di essere lette con attenzione, molte delle quali da leggere tra le righe perché non sempre tutto è esattamente come appare.  Lettura sicuramente consigliata non solo agli amanti della poesia.
 
Teresa Anania


SE SOLO POTESSI
Se solo potessi
rimettere a posto
la mia vita,
riassettare quel caos
dentro al quale mi muovo,
coprire quei solchi
lasciati da troppi timori
e da cose non osate.
Se solo potessi
riavvolgere il logoro nastro
per reinciderlo di nuovo,
con me più egoista,
con me più spietato,
con me grande attore
sopra un palco più grande
e più illuminato;
magari ricompiere i medesimi errori,
ma con la testa
e con gli anni
che ho ora,
senza esser più timido
della mia corona.
——————————
SFOGLIANDOMI
Come pagine consunte
sfoglio il libro
della mia vita:
è sempre bello leggerlo,
con il cuore
di una volta.
Non mi riconosco,
ma adoro
la sinossi
e quell’incompiuto finale
sempre aperto.

Voto

5/5

Citazioni

Recensione di Teresa Anania

Teresa Anania

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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