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Un amore, Dino Buzzati

Un amore Dino Buzzati

Un amore, Dino Buzzati

Un amore, il libro di Dino Buzzati è uno di quei libri, che tieni là e non ti decidi mai a leggere. Errore madornale è un libro simbolo del Novecento. Ambientato nella Milano che inizia a vivere nel boom economico degli anni 60.

L’architetto Antonio Dorigo è un cinquantenne solo, che ha sempre guardato da lontano l’universo femminile, non riuscendo mai in qualche maniera ad entrarci realmente in contatto, l’unico suo approccio è quello con l’amore mercenario, pagando si sente libero e sciolto, come mai nella sua vita ci è riuscito. Ed appunto frequentando la casa di appuntamenti, per ricchi borghesi della signorina Ermelinda, si imbatte in Laide una ragazzina sedicenne che gli sconvolge la mente e la vita.

Il rapporto con la ragazza è impari, lui si umilia continuamente pur di riuscire a vederla ancora. Tanto da proporgli un relazione mercenaria in cui lui la paga mensilmente, in pratica diventare la sua mantenuta, la ragazza accetta, ma ovviamente si può comprare il corpo ma non l’anima di una persona.

Inizia così il delirio di Antonio, non riesce più a vivere, a dormire , a lavorare lei diventa un’ossessione, d’altra parte lei lo tiene continuamente sulla corda, gli racconta improbabili bugie a cui lui, mettendo da parte l’intelligenza e l’amor proprio crede, pur di non dire manco a se stesso, quanto si stia degradando.

L’autore racconta così, in uno stile perfetto,  le terribili angosce in cui vive il protagonista, il suo temere ogni giorno di perderla, e la consapevolezza di non riuscire a vivere senza di lei. Viviamo con lui il dolore di essere completamente alla mercè della ragazza,che consapevole dell’influenza esercitata su di lui , ne fa ciò che vuole, lo umilia in ogni modo possibile, lo fa attendere per ore, in pubblico lo presenta come un improbabile zio e sotto i suoi occhi continua la sua relazione con Marcello, presentandolo a lui come un parente e lui pur di non accettare la realtà crede a tutte le sue bugie e menzogne.

Uno scritto senza punteggiatura aiuta a comprendere i suoi pensieri e metafore, contorti ed avvilenti.

E’ un libro onesto, non ci sono eroi ed eroine per cui parteggiare, parla apertamente delle miserie umane di uomini soli e ragazzine corrotte per quella sorta di benessere che la Milano dell’epoca quasi pretendeva.

Buzzati da un lato narra l’ipocrisia della città in cui si muovono i personaggi , che egli fa emergere in tutto il loro squallore, dall’altro il disperato bisogno di amare, nonostante tutto, e credere nelle illusioni.

E’ un romanzo tipico del Novecento ingiustamente trascurato, da leggere.

Solo verso la fine nel discorso con Piera si delinea agli occhi di Dorigo la verità, lui non è vittima e lei non è carnefice, ma riuscirà a vedere al sua codardia e l’assoluta malafede della ragazza, che tuttavia lo guarisce dalla sua gelosia ossessiva.

Un amore, Dino Buzzati

Scrittore italiano. Giornalista, disegnatore e pittore, redattore e inviato del «Corriere della sera», è autore di una vasta produzione narrativa.
La famiglia, di origini bellunesi, apparteneva all’alta borghesia ed aveva una ricca tradizione culturale. Il padre, Giulio Cesare, era professore di diritto internazionale all’università di Pavia; la madre, Alba, era sorella dello scrittore Dino Mantovani, che si conquistò una certa fama nel secondo Ottocento.
Terminati gli studi liceali al Parini di Milano, Buzzati si laurea in giurisprudenza. D’estate e quando possibile, tra il Pelino e la Civetta, esplora ogni picco; le montagne dolomitiche fanno anche da sfondo al servizio di leva svolto come allievo ufficiale. Congedato, presenta domanda di assunzione come cronista al Corriere della sera. Entra al giornale il 9 luglio 1928. Poco ambizioso, metodico e puntuale, si occupa scrupolosamente di cronaca nera e gira per la città sostando immancabilmente in questura. Solo i primi successi letterari gli varranno come carte di credito per salire di grado nel quotidiano milanese. E lo scrittore dirà, convintissimo: “L’optimum del giornalista coincide con l’optimum della letteratura”.
Nel frattempo Buzzati inizia a scrivere racconti. Rifiutata dalla Domenica del Corriere una storia alla Poe, illustrata da disegnini, scrive Barnabo delle montagne. Il testo, per la mediazione di C. Poggiali, capocronista al Corriere, viene proposto a Treves, che lo pubblica nel 1933. Presso lo stesso editore, esce poi Il segreto del bosco vecchio nel 1935
Pubblica racconti su Omnibus e sulla Lettura e matura l’idea di un romanzo che sarà Il deserto dei Tartari. Termina l’opera nel 1939 e Leo Longanesi la inserisce nella collana da lui curata per Rizzoli. La storia fantastica di Giovanni Drogo vede la luce presso l’editore milanese nel 1940.
Corrispondente di guerra, iscritto al partito fascista, ma apolitico, dopo la guerra ottiene l’incarico di redattore capo della Domenica del Corriere. Nel 1945 pubblica La famosa invasione degli orsi in Sicilia e, in collaborazione con G. Ramazzotti Il libro delle pipe. Del 1949 Paura alla Scala, del 1950 In quel preciso momento, che ottiene nel 1951 il premio Gargano.
I suoi racconti sono talvolta tradotti anche per il teatro (come Un caso clinico, Milano 1953, che sarebbe stato più volte rappresentato e da cui sarebbe stato ricavato anche un film di e con Ugo Tognazzi, Il fischio al naso). Nel 1954 pubblica Il crollo della Baliverna con Mondadori (Premio Napoli) e nel 1958 Esperimento di magia. In questo stesso anno la raccolta antologica dei Sessanta racconti che si aggiudica il Premio Strega. Del 1963 Un amore “che esprime appieno i cedimenti dello scrittore ai miti e alle mode e insomma al mercato della letteratura”.
Da ricordare anche: Il colombre (1966) e Le notti difficili (1971). Tra l’uno e l’altro libro: un’antologia di racconti, La boutique del mistero (1968) e soprattutto Poema a fumetti (1969), che ottiene il Premio di Paese Sera per il miglior fumetto e che mette in risalto le sue qualità di disegnatore e pittore, ancora recentemente sottolineate con una mostra antologica alla Rotonda della Besana di Milano.
Ricordiamo dunque: Barnabò delle montagne (1933), Il segreto del bosco vecchio (1935), Il deserto dei tartari (1940), I sette messaggeri (1942), Paura alla Scala (1949), Il crollo della Baliverna (1954), Sessanta racconti (1958, vincitore del Premio Strega), Un amore (1963), Le notti difficili (1971).
Ha scritto anche drammi (Un caso clinico, 1953) e numerosi testi teatrali brevi; ha pubblicato alcuni libri nati dall’incontro tra testo e illustrazioni come I miracoli di Val Morel (1971).

Fonti: “Enciclopedia della Letteratura”, Garzanti, 2004 – Dizionario Biografico degli italiani Treccani

Titolo : Un amore

Autore : Dino Buzzati

Editore : Mondadori

Collana : Oscar Scrittori Moderni

Prezzo: € 13

 

La trama

Il protagonista di “Un amore” ha atteso troppo, senza saperlo: è rimasto nell’intimo un giovane, crede che il sentimento sia ancora capace di tutti i miracoli. Mentre lei, giovanissima d’anni, ha assorbito invece la cinica spregiudicatezza, la stanchezza morale di un’epoca. L’amore dell’uomo, un vero amore, è destinato così a smarrirsi nella menzogna, come in un labirinto. Ma anche dai meandri di questo amore assurdo si leva, limpido, il canto di Buzzati.

 

Elisa Santucci

Pubblicato da Elisa Santucci

Sono Elisa Santucci , amministratrice e fondatrice dall'8 luglio 2016, questo blog è casa mia ed adesso anche casa vostra, cari lettori. Tutti abbiamo dei sogni nel cassetto e poiché i sogni son desideri ilo mio si è avverato grazie alla stima ed alla fiducia che voi tutti avete riposto in me. Insieme siamo riusciti a condividere le stesse passioni, emozionandoci giorno dopo giorno. Grazie alla bellezza della Poesia, della Mitologia, della Letteratura, dell’Arte e della Cultura in generale. Il nostro blog è una piccola finestra che si affaccia al mondo letterario ed all’amore per i libri che ancora oggi riesce ad ” unire ” persone di tutto il mondo. Fino a quando leggeremo saremo tutti più vicini, più uniti, più simili gli uni agli altri. Ricordate la lettura è libertà.

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