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Tutto sarà perfetto, di Lorenzo Marone

Tutto sarà perfetto, di Lorenzo Marone

Tutto sarà perfetto di lorenzo Marone, edito Feltrinelli

Lorenzo Marone ci regala ritratti di straordinaria umanità, personaggi di un nitore raro che restano nel cuore del lettore.


Con il suo ultimo romanzo Lorenzo Marone ci porta a Procida, la più piccola delle isole dell’arcipelago campano; la più piccola e la più difficile, un’isola per intenditori che non ama mostrarsi, così come la sua gente che non regala sorrisi e non coccola i turisti come fanno  Ischia e Capri; un’isola fatta di asperità e spigoli, di lava e pareti rocciose, di spiagge vulcaniche e sentieri tortuosi.
Lorenzo Marone ce la racconta con i suoi muri scrostati, i palazzi fatiscenti, i vecchi portoni cadenti che nessuno pensa di sostituire.
La rappresenta con l’abbandono che sembra propagarsi per l’intera isola:

“… l’erba che schizzava fuori dai mattoni dei viali, le foglie secche che si adagiavano sotto il pergolato o sulla superficie di una pozzanghera, il cornicione del tetto dove c’era un nido vuoto…le case che resistevano immobili al tempo e alle intemperie, aggrappate ai sorrisi delle foto in soggiorno, in attesa di qualcuno che tornasse a infilare la chiave nella toppa…” e che “d’inverno mostrano tutte le loro imperfezioni, la stanchezza dell’attesa,…il freddo sulle spalle e le crepe addosso”


Non era facile tornare a Procida da scrittore, dati i precedenti illustri. Il rischio era che l’isola facesse impallidire qualsiasi esperimento narrativo, ma Lorenzo Marone ha vinto la sfida dinanzi alla quale aveva forse posto se stesso. L’abilita’ con cui è riuscito a riprodurre sulla carta questo frammento di terra in mezzo al mare, restituendolo attraverso immagini cariche di colori, di luce e di profumi, è straordinaria ed è frutto di una rara commistione tra perizia nel raccontare e altrettanta sensibilità nel guardare.
È così che l’isola finisce col divenire la principale protagonista di questo romanzo e viene mostrata al lettore come in una sequenza fotografica con le sue albe stralunate e i suoi tramonti col sole basso all’orizzonte, l’umidità e il freddo dei lunghi inverni e il filo ininterrotto di chi va e di chi resta. Perché quando la terra in cui nasci ti consegna il mare come unica risorsa, ma anche come unica via di fuga, allora sono gli uomini a partire e le donne a restare. Ed è lì, proprio in quel solco, che si scavano ferite mai più sanabili, perché è ancora una volta il mare a dare da vivere e a dividere allo stesso tempo; perché gli uomini se lo mettono alle spalle, puntando verso l’orizzonte e, nel momento in cui salpano, si lasciano alle spalle non solo la terraferma, ma gli affetti, le mura di casa, le responsabilità e gli affanni del quotidiano. Le donne,  invece, rimangono a terra e fanno da madre e da padre ai figli nati nel frattempo ai quali promettono ritorni senza data tra bitte, cordame, catene, puzza di nafta, di pesce e di gomma bruciata; e loro, i figli, diventano “uomini per mancanza, non per addizione”


Alla fine anche “le case la sentono l’infelicità, la assorbono, spesso se ne fanno carico e ne restano divorate, e poco alla volta ammuffiscono e si riempiono di macchie alle pareti”


Ma accanto alle donne mirabilmente ritratte ci sono gli uomini: Andrea, 40 anni, il protagonista, irrisolto come molti dei suoi coetanei oggi, che si trova, suo malgrado, catapultato sull’isola della sua infanzia dalla quale è scappato non appena ha potuto, e suo padre, Libero Scotto, il comandante, come tutti lo chiamano con rispetto e deferenza. Due uomini legati in apparenza dal solo vincolo parentale, che più diversi risulta difficile immaginare. Il padre rappresenta tutto ciò che Andrea ha voluto lasciarsi alle spalle.
Ma in questo difficile ritrovarsi i due saranno costretti a riannodare i fili di un’intera esistenza, riuscendo solo così a sciogliere nodi rimasti tali sotto forma di domande sospese e senza risposta. E in questo ripercorrere a ritroso il cammino della vita, saranno le foto, quelle scattate negli anni e quelle solo annotate per mancanza di rullino, riguardate con occhi adulti, a svelare verità neppure lontanamente immaginate.
Ed è la’ e allora che scatta la compassione, nel senso di comprensione del prossimo, anche quello più vicino, come portatore di umanità e fragilità.


“… perché è così che va a finire, che combatti per una vita chi ti ha messo al mondo ritenendolo indegno, o semplicemente sbagliato, lo incolpi e accumuli rabbia, e poi ti accorgi che è tutto quel che hai…”


Andrea, dunque, in questo doloroso, ma necessario tornare indietro nel tempo e nello spazio, capirà e si ritroverà. Potra’ finalmente scegliere cosa fare della sua vita con la libertà che solo la consapevolezza è in grado di regalare.
Anche in quest’ultima prova d’autore Lorenzo Marone ci regala ritratti di straordinaria umanità, personaggi di un nitore raro che restano nel cuore del lettore. Niente artifici, né effetti speciali, solo quotidianità, solo l’ordinarieta’ della vita nel suo farsi e, dunque, il racconto della famiglia, dell’amicizia, del vicinato, del sentimento comunque declinato.
Ma in Tutto sarà perfetto c’è anche il racconto della bellezza e della capacità di saperla cogliere in quegli istanti irriproducibili, e perciò effimeri, che, nel momento stesso in cui inscenano la vita, già prefigurano la morte.


“Era uno di quei momenti felici, perfetti, dove tutto sembra essere al posto giusto, istanti che capitano di rado e che spesso la gente si lascia sfuggire.”


La scrittura di Lorenzo Marone si conferma ancora una volta, in questa sua ultima prova, delicata e sospesa, una scrittura propria di chi non si interroga sui massimi sistemi, ma sulla fragilità della condizione umana.
A chi non riesce a superare il facile cliché di liquidarla come leggera, Lorenzo Marone ha sempre risposto che la sua scrittura è volontariamente leggera, nel senso che lui “sceglie” di affrontare con tutta la leggerezza di cui è capace i temi profondi del sentire umano. 
La sua penna non ci consegna certezze, non si fa portatrice di verità, rifugge da accentazioni ed esclamazioni, è fatta piuttosto di di interrogativi, di sospensioni e di attese.
La capacità che Lorenzo Marone ha di riuscire a dire con chiarezza e semplicità le cose che tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita sugli amori spezzati o sulle sere di fine estate, per esempio, lo legano a doppio filo alla folta schiera dei suoi appassionati lettori. 
Se ancora non avete messo in valigia un libro per l’estate, dunque, correte ad acquistarlo. Vi fara’ un’ottima compagnia.

Titolo : Tutto sarà perfetto

Autore : Lorenzo Marone

Editore : Feltrinelli

Collana : I narratori

Prezzo : € 16,50

Lorenzo Marone nasce a Napoli, dove tutt’ora vive con la moglie Flavia e un bassotto di nome Greta. Laureato in Giurisprudenza, esercita l’avvocatura per quasi dieci anni, mantenendo parallelamente un’intima attività di scrittore. Un giorno smette di fare l’avvocato, si trova un lavoro come impiegato in un’azienda privata e comincia a spedire i suoi racconti. Suoi sono i libri Daria (La gru, 2012), Novanta. Napoli in 90 storie vere ispirate alla Smorfia (Tullio Pironti, 2013), La tentazione di essere felici (Longanesi, 2015), Magari domani resto (Feltrinelli 2017), Cara Napoli(Feltrinelli 2018) e Tutto sarà perfetto (Feltrinelli, 2019).
Di se stesso scrive: «Amo i cani e tutti gli animali, corro tre volte a settimana, ascolto musica in ogni momento del giorno, soprattutto di gruppi rock italiani semisconosciuti, leggo la sera a letto, in genere testi di autori contemporanei, ho difficoltà a lasciare un romanzo a metà, sono molto freddoloso, adoro il cinema e le persone curiose, mi fanno paura i ragni, e per prendere l’aereo mi devo imbottire di calmanti. Preferisco la birra al vino, il salato al dolce, il cioccolato fondente a quello al latte, e i cattivi rispetto ai finti buoni. Mi piacerebbe saper cucinare, ma sono una frana, come in ogni attività manuale. Però so farmi scrocchiare la schiena con un solo movimento».

La descrizione del libro

La vita di Andrea Scotto è tutto fuorché perfetta, specie quando c’è di mezzo la famiglia. Quarantenne single e ancora ostinatamente immaturo, Andrea ha sempre preferito tenersi alla larga dai parenti: dal padre Libero Scotto, ex comandante di navi, procidano, trasferitosi a Napoli con i figli dopo la morte della moglie, e dalla sorella Marina, sposata, con due figlie e con un chiaro problema di ansia da controllo. Quando però Marina è costretta a partire lasciando il padre gravemente malato, tocca ad Andrea prendere il timone. È l’inizio di un fine settimana rocambolesco, in cui il divieto di fumare imposto da Marina è solo una delle tante regole che vengono infrante. Tallonato da Cane Pazzo Tannen, un bassotto terribile che ringhia anche quando dorme, costretto a stare dietro a un padre ottantenne che non ha affatto intenzione di farsi trattare da infermo, Andrea sbarca a Procida e torna dopo anni sui luoghi dell’infanzia, sulla spiaggia nera vulcanica che ha fatto da sfondo alle sue prime gioie e delusioni d’amore e tra le case colorate della Corricella scrostate dalla salsedine. E in quei contrasti, in quell’imperfetta perfezione che riporta a galla ferite non rimarginate ma anche ricordi di infinita dolcezza, cullato dalla brezza che profuma di limoni, capperi e ginestre o dal brontolio familiare della vecchia Diane gialla della madre, Andrea troverà il suo equilibrio.

Donatella Schisa

Pubblicato da Donatella Schisa

Donatella è nata e vive a Napoli. Dopo gli studi classici, si laurea in Giurisprudenza coltivando parallelamente la sua passione per la scrittura. E' autrice di numerosi racconti pubblicati in diverse antologie; e si è classificata seconda alla XXV edizione del Premio Nazionale Megarls per la narrativa. il suo primo romanzo è " Il posto giusto"

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