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Scialla e poi splendi di Federica Storace

Scialla e poi splendi

Storie vere, quasi “istantanee” dei ragazzi di oggi con i loro sogni, problemi, attese, desideri… nate dall’esperienza personale dell’autrice.“Flash”, adatti sia ad un pubblico giovanile che, in queste vicende, può specchiarsi e riconoscersi, sia per tutti coloro che sono interessati ad affacciarsi sul mondo dei ragazzi d’oggi con tutte le sue ricchezze e contraddizioni.Storie che lasciano ampio spazio all’interpretazione e riflessione personale su quelle giovani generazioni che sono il nostro futuro ed il domani della società.Varie le tematiche trattate: bullismo, uso dei social media, difficoltà di relazione, anoressia… tutte affrontate sempre con garbo, ironia, serenità.Un filo conduttore unisce le diverse vicende narrate: ciò che resta fondamentale, anche in una società come la nostra, in grado di rispondere e persino di saziare apparentemente ogni tipo di esigenza, è e resta l’amore.Di cui si parla tanto, forse troppo, ma senza coglierne l’essenzialità ed il significato ultimo. Quel senso che ha in sé la potenzialità di trasformare ed indirizzare scelte ed esistenze. Forse anche l’intera società. –FEDERICA STORACE, insegnante di Lettere e Filosofia, vive e lavora a Genova. Sposata e madre di due figli, è impegnata in diverse attività di volontariato in campo educativo. Ha pubblicato due romanzi ad ispirazione autobiografica. Nel 2007 “La famiglia non è una malattia grave”, San Paolo Editore, nel 2010 “Banchi di squola” , Macchione Editore. “Impossibili ma non troppo…storie di cuore e fantasia”, 2017 Editrice Elledici, è la sua terza pubblicazione, la prima a quattro mani, con Anna Maria Frison.Si tratta di una raccolta di storie per lettori di tutte le età grazie alla quale l’autrice ha organizzato diversi laboratori di scrittura creativa che hanno favorito significative ed originali esperienze soprattutto con i giovani e nell’ambito di numerose manifestazioni culturali. Lettura e scrittura si uniscono alla passione per la cultura in modo sempre diverso e creativo per comunicare la bellezza ed i valori fondamentali che danno senso alla vita. Alcune poesie dell’autrice sono state pubblicate, nel 2019, nelle Antologie “M’illumino d’immenso”, Casa Editrice Pagine, Roma, “Il paese della Poesia secondo premio internazionale”, Aletti Editore e “Poesia 2019, Centocinquanta poeti in antologia” Edizioni Il Viandante.“Scialla e poi splendi”, Pedrazzi Editore, è il nuovo libro con cui Federica Storace racconta e si racconta ai suoi lettori.

Introduzione

È bello leggere un libro che parli di giovani, perché noi della generazione precedente spesso preferiamo non curarcene, come se fossero una stonatura, conferendo loro quell’immagine scialba frutto di una squallida generalizzazione. Forse perché anche noi, all’epoca, abbiamo subito questo trattamento, quando gli adulti ci additavano come pochi di buono, solo perché ci piaceva la disco music e avevamo la febbre del sabato sera e crediamo sia giusto che i nostri figli subiscano ciò che noi abbiamo subito. Ma non dev’essere così, dobbiamo fermarci e riflettere, perché la nostra ragione di nuovi anziani deve indurci ad evitare gli errori del passato.
E questa volontà la scrittrice Federica Storace, donna, insegnante e madre l’ha mostrata in pieno con questa breve, ma intensa raccolta di racconti in cui si narrano storie di ragazzi, estrapolate dalla sua esperienza professionale di insegnante.

Recensione

Spesso le letture brevi sono le più accattivanti, specialmente se vogliamo stenderci in un pomeriggio d’estate nel silenzio della nostra casa, lontano dalle folle delle vacanze, peraltro sconsigliabili in questo periodo storico. E in quel silenzio, leggendo le pagine della Storace avrete l’occasione di fermarvi finalmente per riflettere.
Sì, riflettere, perché questo libro vi porterà in un mondo che nonostante la sua vicinanza, spesso lo avvertiamo lontano, presi dalla frenesia della nostra vita quotidiana e dal mondo degli adulti in cui viviamo altrettanto frenetico se non ossessivo.
È il mondo degli adolescenti, spesso velato da pregiudizi e incomprensioni, ma così ricco di speranze che forse noi non sappiamo cogliere. Man mano che scorrevo le pagine, passando da un racconto al successivo, mi sono un po’ rivisto, perché in ogni vicenda narrata è stato colto un carattere, più caratteri nei quali in almeno uno è possibile indentificarsi.
La penna piacevole dell’autrice ha descritto con intensa analisi psico-pedagogica i tratti di questi ragazzi e non è facile trattare la psicologia, è più agevole descrivere un paesaggio, un luogo, un volto, forse.
La Storace ha voluto esplorare quel mondo per farci comprendere – e c’è riuscita brillantemente – che verso i giovani, che vivono un’epoca difficile in cui spesso la speranza sembra svanire e l’incertezza avanza inesorabile, dobbiamo riporre fiducia, perché c’è tanto buono in loro e sono assai più virtuosi di quello che pensiamo, dobbiamo esserne convinti.
Li abbiamo additati chiamandoli sdraiati, bamboccioni, inerti e parassiti: ma questo è veramente colpa loro? Non è forse che le generazioni precedenti abbiano invece una grave responsabilità verso costoro, perché sono state solo in grado, con arroganza e negligenza, di guardare al presente ignorando il futuro?
La Storace ci parla di genitori distratti se non assenti, famiglie distrutte, tutte situazioni che gravano sui figli, spesso non ascoltati e non capiti, costretti a navigare a vista a causa della mancanza di dialogo o almeno attenzione di chi li ha messi al mondo. Trattati con imbarazzante indifferenza quasi fossero esseri scomodi e non voluti, in cui l’amore che li aveva concepiti è solo un ricordo ormai lontano, sbiadito dal tempo. Ma loro sono consapevoli, più consapevoli di quanto possiamo immaginare e non indossano una maschera di ipocrisia come fanno gli adulti. La loro è ancora un’età di schiettezza, perché non sono corrotti, sono ancora puri, purtroppo inghiottiti da un mondo non costruito da loro, subendone le conseguenze e conoscono il dolore.
E l’amore, quello vero, da questi ragazzi è conosciuto davvero ed è grazie a ciò che riescono a procedere nel lungo e tortuoso cammino della loro esistenza, nella speranza di vivere una vita diversa, in un mondo diverso da quello ereditato, un mondo nuovo che eviti l’autoannientamento dell’umanità.
La scrittrice, in questi racconti, fa capire proprio questo: che i ragazzi di oggi avranno in consegna il mondo di domani e che saranno capaci di trasformarlo, perché esiste sempre una seconda opportunità, come esisteranno sempre l’amore e la speranza. Sono ragazzi che sanno cosa sia il cambiamento, perché sono stati capaci a mutare, superando a volte le delusioni di un’adolescenza ingrata.
Un ultimo messaggio che l’autrice ci dà e quello che questi ragazzi, rispetto agli adulti, sono capaci ad apprezzare le differenze, non sono ancora inquinati dai preconcetti e questo potrebbe condurli in una buona strada solo se noi adulti sapremo guidarli e renderci conto a nostra volta dell’ottusità della nostra mentalità, riconoscendo gli errori con intellettuale onestà.
La Storace ci vuol far comprendere che le nuove generazioni sono una risorsa preziosa, per questo bisogna investire su di loro, sempre e comunque. E a anche qui noi abbiamo le nostre colpe: una scuola non adeguatamente considerata e finanziata, assenza di un progetto serio per la costruzione di una nuova scuola che possa essere il preludio di un futuro migliore di speranza, senza distinzioni sociali e incertezze: queste sono le nuove sfide. Ma anche una società che sta perdendo l’attenzione verso i veri valori, corrotta da un relativismo sempre più preoccupante.
In passato non si è pensato alle generazioni future e ora queste ne stanno pagando le conseguenze.

Conclusioni

Non vi pentirete di aver letto questo libro, scritto con stile gradevole, fruibile a tutti. La tematica è quanto mai importante, anzi, sarebbe bello che si scrivessero ancor più libri su quest’argomento. Solo insistendo su certi concetti si smuovono le coscienze e si mettono al bando i pregiudizi, perché si diffonde la conoscenza, in un mondo in cui la menzogna continua ad avere il sopravvento e tutti noi non sappiamo dove sia la verità.

Recensione di Giovanni Margarone

Pubblicato da Giovanni Margarone

Sono Giovanni Margarone, sono nato nel 1965 e scrivo narrativa. I miei romanzi rientrano maggiormente in quelli di formazione, per via dell’evoluzione che fanno compiere (innanzitutto interiore e non solo) ai protagonisti (dall’infanzia all’età adulta, risalendo sovente alle origini, scavando nella storia del personaggio). Forte è la componente introspettiva e psicologica, per cui il personaggio resta sempre e comunque l’elemento centrale delle narrazioni, che potrebbero essere quindi ambientate in qualunque luogo. Sono un autore che vuole scrivere per gli altri, perché diversamente la mia sarebbe un’attività monca, fine a se stessa. Interpreto la scrittura come il mezzo più efficace per trasmettere sentimenti, emozioni e per indurre alla meditazione. Questa interpretazione trascendentale della scrittura mi è assai cara, perché ritengo che la spiritualità faccia parte di noi stessi e che lo spirito vada nutrito. Ho finora scritto e pubblicato quattro romanzi: “Note fragili” (2018, seconda edizione), “Le ombre delle verità svelate (2018, seconda edizione), “E ascoltai solo me stesso” (2019, seconda edizione) e “Quella notte senza luna” (2018). Inoltre, nel 2019 un mio racconto “Il segreto del casone” è stato inserito nell’antologia “Friulani per sempre” – con postfazione di Bruno Pizzul - edito da “Edizioni della sera”. Nel novembre 2019 sono stato insignito di una “Benemerenza” dal Comune di San Giovanni al Natisone (UD) (dove risiedo) per meriti letterari. Sono membro della Commissione Cultura del Comune di San Giovanni al Natisone (UD). I miei romanzi hanno ricevuto numerosi premi letterari. Il mio sito ufficiale è https://margaronegiovanni.com/

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