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Pulp – Una storia del XX secolo, di Charles Bukowski

Pulp - Una storia del XX secolo, di Charles Bukowski

Autore: Charles Bukowski

Titolo: Pulp – Una storia del XX secolo

Editore: Feltrinelli

Collana: Universale Economica

Anno: Edizione del 2013

Pagg: 188-Tascabile

Prezzo: €. 9,00

 

“Pulp” è l’ultimo romanzo di Bukowski, uscito postumo poco dopo la sua scomparsa, nel 1994.  Quando inizia a scrivere questo romanzo, è già a conoscenza del poco tempo che gli resta da vivere e attraverso la scrittura prova ad esorcizzare la paura della morte e lo fa con quell’ironia pungente che lo contraddistingue.  E’ il racconto di Nick Belane, un investigatore privato, un uomo fallito, depresso, divorziato, squattrinato, pieno di debiti, semi-alcolizzato e con il vizio del gioco e per le belle donne. Il titolo evoca un genere letterario particolare, dai contenuti forti e con situazioni a volte macabre, e Bukowski non si esime dal descrivere scene assurde e surreali, intrecciando la vita sregolata di Belane a quella dei personaggi incredibili e affascinanti come la Signora Morte o l’aliena Jeannie, il tutto attraverso quattro casi da risolvere fino alla spasmodica ricerca di un presunto Passero Rosso.   Quattro casi apparentemente distinti e separati ma legati da un unico filo conduttore che tocca da vicino l’autore perché lo condurrà a ciò che sa da sempre essere la sua meta : l’ultimo giorno della sua vita, quello che sa non essere lontano.  Tutto è narrato in prima persona, con una logica che sfocia a tratti nel sarcasmo folle e assurdo ma pur sempre originale, con un mix di cinismo e saggezza quali peculiarità bukowskiane.  Non è una scrittura semplice né lineare quella di Bukowski, è a tratti sconclusionata e surreale oltre che scurrile al punto da far storcere il naso ai perbenisti della lettura, ma la sua narrazione pungente e la genialità insita nella sua saggezza arriva a scuotere la curiosità tanto quanto la mente di chi si accosta alla lettura di questa storia semplice tanto quanto complessa e profonda. Non mancano i riferimenti a Celine, Ezra Pound e John Fante, la cui scrittura è spesso emulata da Bukowski , e in Pulp diventa invidiabile ed esasperante al tempo stesso poiché finisce con l’essere un braccio di ferro con la malinconia, l’amarezza e la consapevolezza di un percorso di vita ormai giunto al tramonto.  Una tipologia di romanzo e di autore che, sicuramente, divide l’universo dei lettori ma incarna tutte le frustrazioni del genere umano. Non lo considero un masterpiece della letteratura, e non me ne vogliano i fans bukowskiani sfegatati, ma è comunque un romanzo che, a mio avviso, andrebbe letto con leggerezza ma pur sempre con occhio critico.

Teresa Anania

Charles Bukowski

Charles Bukowski,  poeta e scrittore statunitense di origine tedesca. Vissuto in America dall’età di tre anni, pubblica il suo primo racconto quand’è ancora molto giovane, ma rimarrà a lungo nell’ombra, dopo quella prima prova, svolgendo nel frattempo mille lavori per sopravvivere, e conducendo una vita disordinata e drammatica.  I suoi racconti, così come d’altra parte anche romanzi e poesie, muovono quasi sempre da uno spunto autobiografico. La vita di Bukowski è stata segnata dall’alcolismo, da una grande promiscuità sessuale (che nei suoi libri è descritta realisticamente e senza eufemismi) e da molte difficoltà relazionali con le donne e gli uomini con i quali ha a che fare.  La corrente letteraria a cui spesso viene associato è quella del cosiddetto realismo sporco, ma è forse corretto dire che Bukowski è un autore sui generis, e anzi decisamente refrattario a farsi inserire d’ufficio in una qualsiasi scuola o corrente. Negli anni Settanta conosce finalmente un grande successo commerciale, specialmente in Europa, continente nel quale diverrà oggetto di un culto tenace e trasversale.
Viene spesso apprezzato – forse a torto – come l’esponente più autentico e originale di quella vena letteraria inaugurata da Henry Miller e proseguita dalla cultura beat, ma quel che è certo è che i suoi numerosi aficionados apprezzano nella sua scrittura la sincerità e l’insofferenza verso le soffocanti costruzioni della vita borghese.  Tra i suoi libri ricordiamo Taccuino di un vecchio sporcaccione (Notes of a dirty old man, 1969); Storie di ordinaria follia e Compagno di sbronze (tratte, entrambe, da Erections, ejaculations, exhibitions and general tales of ordinary madness, 1972); Donne (Women, 1978); Shakespeare non l’avrebbe mai fatto (Shakespeare never did this, 1979); Panino al prosciutto (Ham on rye, 1982); Musica per organi caldi (Hot water music, 1983), Pulp (1994).  All’epica e alla retorica dell’American way of life, Bukowski ha saputo opporre un vitale elogio del sesso, un penchant pericoloso ma mai dissimulato per l’alcool, e la capacità di raccontare con lingua diretta, franca e priva di orpelli la disumanizzazione indotta dalla vita nelle metropoli.

TRAMA:

Depresso, appesantito da una pancia ingombrante, il conto in rosso, i creditori sempre alle porte, tre matrimoni alle spalle, Nick Belane è un detective, “il più dritto detective di Los Angeles”. Bukowski gioca con un vecchio stereotipo e vi aggiunge la sua filosofia di lucido beone, il suo esistenzialismo da taverna e un pizzico di cupa, autentica disperazione. I bar, le episodiche considerazioni sul destino, il cinismo, l’ormai sbiadito demone del sesso, il fallimento professionale ed esistenziale, insieme alle mere invenzioni narrative, diventano il “pulp” del titolo. Lontano dalle atmosfere tenebrose delle ordinarie follie, il testamento spirituale di uno scrittore che non ha mai esitato a immergersi nel degrado della società contemporanea.

Teresa Anania

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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