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Parole oltre il tempo di Nadia Farina

Parole oltre il tempo di Nadia Farina

Parole oltre il tempo – Le interviste impossibili di Nadia Farina edito MReditori.

L’uomo incontra l’artista: dialoghi oltre la corporeità.

Immaginiamo di avere un’opportunità insolita, ovvero quella di poter fare una chiacchierata con i personaggi che hanno incarnato la nostra passione più grande.

Immaginiamo di riuscire a entrare in sintonia con tali personaggi, al punto tale da sentire che il loro piacere di incontrarci è sulla stessa lunghezza d’onda del nostro di intervistarli.

Ecco…stiamo immaginando esattamente l’ultima opera di Nadia Farina, “Parole oltre il tempo”, dal sottotitolo molto significativo “Le interviste impossibili”.

Nadia Farina, artista e cultrice della pittura, realizza infatti nel suo immaginario quello che è sicuramente il desiderio di moltissime persone: incontrare i più grandi esponenti nel panorama pittorico di tutti i tempi, in un mondo soprannaturale, ma molto reale allo stesso tempo.

Un universo dove gli artisti sono anche uomini e la loro arte è frutto, essenzialmente, dell’infanzia ricevuta in sorte, della vita vissuta, degli incontri artistici e non avuti.

Il viaggio di Nadia Farina parte da un assunto molto significativo:

“Ciò che un artista è, non può essere se non ciò che è stato già.”

Partendo da ciò, l’autrice effettua una serie di interviste incredibili con artisti di differenti scuole e dai talenti più disparati, da Van Gogh a Cezanne, da Monet a Artemisia Gentileschi e poi Dalì, Picasso, Degas e ancora tanti altri, Renoir, Hopper, Chagall.

Ogni incontro avviene in punta di piedi, con l’approccio dell’appassionato più che quello dell’intervistatore, con la discrezione di chi sa che sta entrando nella vita di esseri umani prima che di personaggi pubblici.

E ciascuno di essi regala alla Farina un momento di profonda sintonia nel quale rivela l’Io più vero:

E se per Van Gogh: “Tutto era pittura tutto era forza della natura, tutto era il tormento della vita e tutto era simbolo. Due capanne vecchie e decrepite ed un tetto solo, come due vecchi che si sostengono  l’uno con l’altro, i tronchi degli alberi che si avviluppano su stessi come gli uomini in cerca del proprio essere, le figure devono evocare il lavoro, la fatica, le nature morte devono raccontare l’esperienza del colore non fine a se stesso…e così tutto. Chiunque ci perderebbe la testa. Ed io che dovevo cercare il perché della mia vita, sono impazzito.”

Per Dalì: “Nella mia ricerca di spiritualizzazione della materia, senza mediatori e attraverso tutti i simboli, vuoi che fossero alchemici, fisici, mitologici, sono arrivato al compimento di una pittura di fede.”

Mentre Raffaello confessa: “Lei mi parla di nascita e allora voglio dirle una cosa che è alla base di tutto il mio fare. Un’opera, qualunque sia, deve avere alle spalle uno studio accurato, profondo, cosicché alla visione risulti essere nata dalla estrema semplicità. Come quando nasce un bambino che al vederlo, faccia dimenticare il travaglio che lo ha preceduto e si gioisca solo del fatto che è nato.”

Potrei citare per ognuno dei tanti artisti “incontrati” dalla Farina un momento altrettanto delicato ma suggestivo perché, attraverso un sapiente gioco di ruoli, da tutti i personaggi lei sembra riuscire a ottenere che si disvelino nel modo più vero e più spontaneo.

La narrazione  della Farina ci porta dunque in giro, nel tempo e nello spazio, nel mondo della pittura ma, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questo lavoro non è destinato esclusivamente agli amanti della pittura e della storia dell’arte.

E’ piuttosto un volo sul mondo della bellezza e  della poesia, attraversato con gli occhi e la mente di chi le ha rappresentate con i pennelli, le matite, i colori.

E quindi un’opera capace di far innamorare della pittura anche chi, come me per esempio, ne sa ben poco. Per la prima volta ho infatti guardato le opere d’arte con la mente dell’autore, arrivando a comprendere aspetti e scelte tecniche che mi risultavano, in verità, precedentemente incomprensibili, come nel caso di Mondrian.

E questo fa di questo libro un lavoro, a mio avviso, davvero pregevole, avvicinando all’arte con garbo e allo stesso tempo mettendo in luce il valore umano dell’artista oltre che la sua tecnica

Perché, come scrive la stessa Farina, a proposito dell’esperienza vissuta nella realizzazione di “Parole oltre il tempo – Le interviste impossibili”, è stato come percorrere: 

“Un labirinto infinito che mi ha lasciato una certezza: l’artista cerca una verità che non troverà mai ed è costretto suo malgrado a lasciare in eredità la sua disperata ricerca a chi lo seguirà, non potrà mai conoscere il punto d’arrivo che non esiste se non nel pensiero di un altro che continua il suo operato, per cui se è vero che vive il suo tempo, è anche vero che porta in sé il passato ed il futuro diventando così l’unico vero padrone e testimone del tempo.”

E mai come in questi ultimi tempi, la continuità e la memoria storica sono aspetti che vanno preservati e  valorizzati!

Buona lettura dunque, in compagnia dei più grandi pittori di tutti i tempi, in compagnia di Nadia Farina!

Autore: Nadia Farina
Genere: narrativa
Data uscita: Maggio 2019
Editore: MReditori
Pagine: 136
Formato: brossura
Lingua: Italiano
ISBN 978-88-99008-99-4
EAN 9788899008994

Prezzo : € 10

Nadia Farina, di origini lombarde, con radici materne austro-ungariche, nasce a Milano. Il forte senso del principio di libertà, il rispetto del molteplice punto di vista, la curiosità per il visibile, l’attrazione per l’invisibile, sono l’eredità ricevuta dal sommarsi di tali cellule genetiche. Frammenti di vita, poi, hanno fortemente cementato il rapporto con la fede. Vivere al Sud, infine, ha significato assorbire atmosfere di ineguagliabile magia. Tutto questo è diventato colore ed il colore è il veicolo che usa nella ricerca a tutte le domande, possibili e non: una di queste riveste in modo fondamentale la ricerca condotta sul movimento della luce.
È stata membro dell‘Osservatorio Urbanistico della Regione Campania in qualità di esperta nell’area Artistico Urbanistica come Cultore del “Bello”
Innumerevoli attività la vedono protagonista, fin dal 1979, sia in campo artistico che sociale. Il suo fare Arte, si manifesta in tutte le possibili espressioni che vanno dalle mostre, (ha esposto in una innumerevole quantità di personali) all’immagine editoriale, alla scrittura, agli allestimenti scenografici, all’intervento in seminari, al volontario impegno nelle scuole al fine di avvicinare i ragazzi all’arte. Collaboratrice presso l’Università degli studi di Salerno nei corsi tenuti dal prof. Flavio Caroli – Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea, lascia però all’olio sulla tela la parte predominante del suo amore per l’arte.
Per la città di Salerno ha realizzato la Monumentale “Fontana del tempo” in ceramica.
Per Baronissi, (Sa), la Monumentale “Fontana del Pellegrino” in cemento e vetro, e il “Monumento ai Lanaioli “ma considera il suo fiore all’occhiello, le nove tele ad olio, con inserimenti di figure in terracotta dipinte ad olio, del “Cantico delle Creature”, che sono, dal 2009, tra i beni acquisiti del Sacro Convento della Basilica di Assisi.
Il suo lavoro è stato argomento di Tesi Universitarie e ampiamente riconosciuto in vari consessi.
Giornali e televisioni si sono occupati del suo lavoro. Tra gli scritti più cari, ricorda il prof. Serge Gavronsky della Columbia University di New York, lo scrittore Diego de Silva e il già citato prof. Flavio Caroli.

Come scrittrice ha pubblicato “Le ricette raccontano .” edito da “Terra del sole”

La descrizione del libro

Con le mie interviste impossibili ho percorso le difficili e ingannevoli vie dell’arte dove ciascuna sembrava essere l’unica, dove ogni artista sembrava essere quello giusto, con l’invito a fermarmi, tenendomi avvinta con la catena della curiosità, poi un segno, un simbolo, mi spingevano a cercare ancora, a saperne di più. Come Pollicino nel bosco, un sassolino dietro l’altro, sono tornata indietro ed ho raccolto le tracce del tempo attraverso la vita, le parole, le atmosfere degli artisti che hanno fatto grande la storia dell’arte e non solo.

Nadia Farina

Pubblicato da Rita Scarpelli

Sono Rita Scarpelli e vivo a Napoli, una città complessa ma, allo stesso tempo, quasi surreale con i suoi mille volti e le sue molteplici sfaccettature. Anche forse grazie a questa magia, da quando ero bambina ho amato la lettura e la scrittura . Nonostante gli studi in Economia e Commercio mi abbiano condotta verso altri saperi e altre esperienze professionali, il mio mondo interiore è sempre stato popolato dai personaggi e dalle storie dei libri che leggevo e ancora oggi credo fortemente che leggere sia un’esperienza meravigliosa. Parafrasando Umberto Eco, “Chi non legge avrà vissuto una sola vita, la propria, mentre chi legge avrà vissuto 5000 anni…perché la lettura è un’immortalità all’indietro”. Lo scorso anno ho vissuto l’esperienza incredibile di pubblicare il mio romanzo di esordio “ E’ PASSATO”, nato dalla sinergia dell’ amore per la scrittura con la mia seconda grande passione che è la psicologia. E poiché non c’è niente di più bello di condividere quello che ama con gli altri, eccomi qui insieme a voi!

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