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Mani di mandarino. La coscienza di un carusu Vol I di Marco Antonio D’Aiutolo

Mani di mandarino. La coscienza di un carusu. Vol I

Nella Catania fascista degli anni ’30, Gabriele inizia a confrontarsi con gli altri ragazzi e a mettere in discussione quell’identità da maschio siciliano che il mondo vorrebbe imporgli. La sua lotta interiore ha origine dalla scoperta di una sessualità diversa, da una segreta attrazione per i “masculi” e da un amore taciuto, nato tra i banchi del liceo. Solo quando conoscerà Calogero, nella sua coscienza ci sarà una svolta reale. Sullo sfondo, intanto, scorre una molteplicità di storie: gli incontri clandestini degli arrusi, pederasta passivi, a piazza Alcalà, le amicizie e gli amori proibiti, gli scandali famigliari e la condizione delle “fimmine”. Quando la grande Storia irromperà nelle giornate di Gabriele, inasprendo le leggi contro gli arrusi, quei masculi che sembravano così forti si mostreranno impotenti. Sarà la forza delle “fimmine” sicule a determinare, nel bene e nel male, il destino di tutti.

Introduzione

Mani di mandarino è il primo di cinque romanzi che lo scrittore Marco Antonio D’Aiutolo , al suo esordio letterario, dedica alla vita di Gabriele. Il romanzo è ambientato in Sicilia agli inizi degli anni trenta, in piena epoca fascista e racconta la storia di Gabriele, sedicenne di buona famiglia , e del tormentato periodo della sua adolescenza teso alla ricerca della sua identità sessuale.

Recensione

I turbamenti del giovane Gabriele: così possiamo in sintesi descrivere la condizione che si trova a vivere il protagonista del libro, mutuando il titolo dal più famoso romanzo di Musil.
La storia è ambientata in Sicilia agli inizi degli anni trenta, in piena epoca fascista. Gabriele è un adolescente che dal paese natio, Giarre, si trasferisce a Catania per frequentare il liceo, andando a vivere nella grande casa della zia . La scelta di allontanarlo dal paese è stata fortemente voluta dal padre, l’avvocato Enzo Di Mauro, e fortemente osteggiata dalla madre Felicetta, che vede il figlio ancora come un bambino. E in effetti il giovane Gabriele, benchè sedicenne, porta ancora i calzoni corti ed ha l’aspetto delicato e diafano di un carusu , o, per i più maligni del paese, di un arrusu, una fimmina .
L’inquietudine e i tormenti del ragazzo sono infiniti: sa di non essere come gli altri suoi amici e che
è sempre più attratto dagli uomini, ma vorrebbe contrastare questa sua natura che dai più viene vista come un’aberrazione.
Vero e proprio romanzo di formazione, l’autore racconta dapprima i tentativi del ragazzo di sentirsi normale, le scorribande insieme ai suoi nuovi amici del liceo davanti al liceo femminile per corteggiare le ragazze, i discorsi indignati da masculi sugli omosessuali del paese costretti dal regime al confino o a presentarsi ogni giorno in caserma per la firma. Ma poi la sua vera natura si ribella: negare l’evidenza è troppo doloroso e lo condannerebbe ad una vita di menzogne e di frustrazioni . Soltanto l’accettazione di quello che realmente si è , può rendere liberi e capaci di affrontare qualsiasi avversità .

Conclusioni

Scritto utilizzando una felice commistione di italiano e siciliano, il libro si fa apprezzare per la puntuale descrizione della mentalità retrograda della Sicilia dell’epoca e per l’introspezione psicologica del protagonista che fa venire a galla tutte le sensazioni e i tormenti che può provare un adolescente nelle sue condizioni . Dopo questo felice esordio dello scrittore, attendiamo che siano pubblicati al più presto gli altri volumi della saga per poter seguire l’evoluzione sicuramente complicata della presa di coscienza di Gabriele.

Recensione di Anna Gelardi

Anna Gelardi

Pubblicato da Anna Gelardi

Avvocato per tradizione familiare, lettrice per passione. Tirata per i capelli in questa avventura del blog dalla mia amica Rita, ci sto prendendo gusto. D’altronde è quello che ho sempre fatto fin da piccola: leggere, leggere, leggere. Spero di essere all’altezza delle aspettative e di riuscire a stimolare alla lettura tutti coloro che vorranno seguirmi.

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