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“La Donna di Scorta”, di Diego De Silva

"La Donna di Scorta", di Diego De Silva

La donna di scorta di Diego De Silva, edito Einaudi editori.

…Il caso non è casuale. Fa quello che non gli viene impedito…

“La donna di scorta”, romanzo breve, è uno dei primi scritti di Diego De Silva. Già dal titolo si può subito intuire quale sia l’argomento trattato, ma questo è vero fino a un certo punto. De Silva narra la storia di un triangolo amoroso: lui, lei, l’altra. Ma non si tratta del solito tradimento o della classica, banale e, per certi versi, scontata relazione extraconiugale. Lui è Livio, antiquario, sposato con lei Laura, una donna immersa nella quotidianità al punto tale da non accorgersi cosa le accade intorno; l’altra è Dorina, donna single, che si occupa di sistemare e rilegare tesi di laurea; emancipata, indipendente, fiera, orgogliosa, testarda e che esula totalmente dalla comune concezione di “amante”. Livio e Dorina si incontrano “per caso” durante una giornata di pioggia. Uno di quegli incontri decisi dal destino, apparentemente normale, uno dei tanti, e per i quali a nulla serve provare a far cambiare il corso degli eventi, tanto meno ad opporsi a quanto “già stabilito”.

Si è abituati, per antonomasia ma soprattutto per convenzione sociale, a definire “amanti” coloro i quali intraprendono una relazione clandestina dove in genere uno dei due, se non entrambi, sono già impegnati e il cui scopo principale è dettato dalla trasgressione, dall’estraniarsi dalla monotonia e dalle problematiche di un legame che va avanti per dovere, e comunque da un rapporto basato per lo più, se non unicamente, sul sesso. Bisognerebbe però ricordare che “Amante” è il participio presente del verbo Amare, ed è sì vero che alla voce “amante” nel dizionario della lingua italiana viene riportato “persona coinvolta in una relazione extraconiugale o segreta” , ma si legge anche “chi è legato da amore per un’altra persona”. Amore… Sentimento tanto nobile quanto dannato… E quindi chi è l’amante, colui o colei colpevole di amare? Tempo fa, un sacerdote esorcista durante una conversazione disse “L’amore viene da Dio e ciò che viene da Dio non è mai peccato!” Quindi, chi sbaglia? Chi è il peccatore e qual è il peccato? Si può essere peccatori perché si ama? Che fine fanno i sentimenti? Perché non si menzionano affatto quando il falso moralismo giudica puntando il dito contro coloro che hanno la sola “colpa” di essersi innamorati, forse, della persona sbagliata? Ciò a cui non si pensa è che spesso, dietro a tutto ciò che comporta lo status di “altra” c’è una vera e propria sofferenza dettata dal non poter vivere serenamente e alla luce del sole un sentimento forte come l’Amore.

De Silva conduce il lettore a riflettere proprio su tutto ciò e lo fa dal punto di vista maschile… è Livio colui che senza rendersene conto rimane impigliato in una condizione che non aveva considerato. Livio viene spiazzato dal comportamento di Dorina. Lei non è come tutte le altre. E’ una donna forte, sa ascoltare, sa consigliare… lei non chiede, non pretende, non esige, sa aspettare messa in un angolino rispettando la vita di Livio, quella ufficiale; conosce il suo ruolo, quello “dell’altra”, della “donna di scorta”, di colei che viene dopo, dopo il lavoro, dopo la famiglia, dopo gli impegni, dopo se stesso, dopo… dopo… Dorina cerca di mantenere le distanze trovando un equilibrio precario per non innamorarsi di un uomo che, a priori, mai potrà dare di più; appare quindi fredda, distaccata, priva di emozioni e sentimenti e la sua passionalità, la sua vera natura, la sua verità ha imparato a contenerla nella camera da letto… E’ un’amante atipica, quella che non ti cerca, non ti telefona, non disturba, non crea problemi e della quale non ti devi preoccupare, che si fa bastare, senza discutere, quel poco che le viene “regalato”… l’amante perfetta, quella che ogni uomo vorrebbe accanto…

Il suo essere ermetica, asettica quasi, il suo non lasciar trasparire nulla di ciò che prova, fa interrogare Livio, non capisce il comportamento di Dorina, ne è turbato, confuso, si angustia… non comprende come una donna possa lasciarsi andare totalmente, abbandonarsi in balia dei sensi per poi sembrare distaccata, indifferente, priva di qualsiasi trasporto emotivo ed emozionale nella quotidianità. Ma Livio è un uomo, e non sa che Dorina come ogni donna “vittima consapevole” di un ruolo scomodo, è conscia di quanto sia difficile e complicato mantenere l’ago della bilancia e stare in bilico costante per non cadere… cerca solo di proteggersi, di tutelarsi, di contenere i danni provando a farsi meno male possibile … Livio, non vede oltre, quello è compito delle donne, ma come ogni uomo si sente inorgoglito del suo essere maschio, fino a quando, fiutato l’odore di sconfitta si innamorerà…

De Silva non elogia né condanna l’adulterio, pone semplicemente l’accento su quanto si verifica tra, quasi, tutte le pareti domestiche, e lo fa da una prospettiva diversa dove ad emergere alla fine è l’impotenza di fronte ai sentimenti,oltre che la fragilità dell’essere umano, il malcontento, l’insoddisfazione e la profonda solitudine interiore che si cela dietro ad ogni tradimento. Mette in risalto, con una narrazione fluida e incalzante l’illusione del libero arbitrio e la continua ricerca di quella felicità che solo la mancanza di coraggio a volte ci fa sfuggire di mano.

Ancora una volta l’autore ha pienamente soddisfatto le aspettative, De Silva è una garanzia… Ne consiglio assolutamente la lettura.

Teresa Anania

Autore: Diego De Silva

Titolo: La Donna di Scorta

Editore: Einaudi

Collana: ET

Anno: 2014

Pagg: 148-Tascabile

Prezzo: €.10,00

TRAMA:

Un uomo sposato e una giovane single s’incrociano su un marciapiede in una mattina di pioggia. Subito s’innamorano. Ma i ruoli di quella che potrebbe sembrare una normale relazione fra amanti, s’invertono fin dall’inizio. Livio, antiquario radicato in una solida vita matrimoniale, si trova invischiato in un rapporto privo di gerarchie che la sua normalità non può reggere: Dorina non vuole prendere il posto di sua moglie. Non chiede niente di più di quello che Livio è disposto a darle, sconvolgendo in questo modo l’assetto ordinato della vita di lui. Il romanzo mette a nudo un sentimento vero e autosufficiente che non ricatta, non pretende, non ha bisogno di sacrifici, riconoscimenti, ma nel puro desiderio dell’altro trova la sua ragion d’essere.

Diego De Silva è nato a Napoli nel 1964. Presso Einaudi ha pubblicato il romanzo Certi bambini (2001), premio selezione Campiello, da cui è stato tratto il film omonimo diretto dai fratelli Frazzi. Sempre presso Einaudi sono usciti i romanzi La donna di scorta (2001), Voglio guardare (ultima edizione, ET Scrittori 2017), Da un’altra carne (2004 e 2009), Non avevo capito niente (2007 e 2010, Premio Napoli, finalista al premio Strega), Mia suocera beve (2010 e 2012), Sono contrario alle emozioni (2011 e 2013), Mancarsi (2013), il racconto Il covo di Teresa (2013, nella collana digitale dei Quanti),la pièce Casa chiusa, pubblicata con i testi teatrali di Valeria Parrella e Antonio Pascale nel volume Tre terzi, la trilogia Arrangiati, Malinconico (2013), che riunisce in un unico volume Non avevo capito niente, Sono contrario alle emozioni, Mia suocera beve), il romanzo Terapia di coppia per amanti (2015 e 2017), Divorziare con stile (2017 e 2019), e Superficie (2018). Suoi racconti sono apparsi nelle antologie DisertoriCriminiCrimini italianiQuesto terribile intricato mondo. È fra gli autori di Scena padre (Einaudi 2013), Giochi criminali (Einaudi Stile Libero 2014, con Giancarlo De Cataldo, Maurizio de Giovanni e Carlo Lucarelli) e Figuracce (Einaudi Stile Libero, 2014). Scrive anche per il cinema e collabora a «Il Mattino» e «L’Espresso». I suoi libri sono tradotti in molte lingue.

Teresa Anania

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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