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La cena dei veleni di Fernando Santini

La cena dei veleni

Fernando Santini
Michela Bettini è una donna giovane, molto bella e soprattutto caparbia e determinata. Vive una relazione con Daniele Taverni, un imprenditore di cinquantacinque anni. All’alba delle nozze col compagno, la donna organizza una cena in un agriturismo a Montepulciano, riunendo familiari, ex mogli, ex fidanzati e colleghi. Le tensioni personali e i risentimenti di una vita sembrano presagire la resa dei conti. Ma la morte di uno di loro sconvolgerà i piani di tutti.
Il commissario Narducci e la madre Eleonora, psicologa esperta di cinesica, si troveranno soli, isolati da un violento nubifragio, a scavare nei più torbidi segreti dei promessi sposi e dei loro commensali, indagando fra rancori malcelati, questioni irrisolte e verità sepolte.

Fernando Santini, romano dalla nascita, lavora per un grande gruppo bancario italiano. Ha pubblicato numerosi romanzi in self-publishing. La cena dei veleni è il primo romanzo pubblicato con Porto Seguro Editore.

Introduzione

Il potere logora, ammalia, affascina, oscura. Lo stesso Jung sosteneva che “dove l’amore impera, non c’è desiderio di potere, e dove il potere predomina, manca l’amore. L’uno è l’ombra dell’altro.”

Recensione

L’ingegner Daniele Taverni, di anni 57, è un noto e facoltoso imprenditore, e gestisce un’impresa di componenti elettronici. Divorziato da Veronica, ha un figlio, Riccardo, prevalentemente dedito allo sperpero dei soldi del padre piuttosto che agli interessi dell’azienda di famiglia. Da sempre attratto dalle belle donne, Daniele conosce Michela Bettini, di anni 31. Avvenente, estremamente attraente, con un fascino particolare, Michela è il tipo di donna che non passa inosservata. Ma è anche una calcolatrice, arrivista e priva di scrupoli. Un’arrampicatrice sociale che riesce sempre ad ottenere ciò che vuole. E con ogni mezzo. Così, supportata anche dell’aiuto di un suo amico investigatore, Michela scopre una verità singolare che riguarda Daniele, un retroscena piuttosto scomodo, che le consentirà di ricattare l’ingegnere e di raggiungere i suoi subdoli scopi.
“Stai tranquillo che pagherai il mio silenzio, ma non sarà un assegno a chiudere la mia bocca. Io voglio di più del denaro. Io voglio l’accesso ad ambienti esclusivi, dove non entri solo perché hai i soldi. Io voglio entrare dalla porta principale, e voglio essere invidiata e ammirata, non voglio più essere trattata come se fossi una puttana. Fino a oggi tu e le persone che ti hanno preceduto avete potuto godere del mio corpo regalandomi un briciolo di benessere, ma non facendomi accettare dal vostro ambiente. Un poco è stata anche colpa mia, lo ammetto. Ero più interessata al denaro e al lusso che al prestigio, ma io sono in grado di evolvere nei miei bisogni e ora è giunto il momento di fare un ulteriore salto. (…) Voglio diventare tua moglie. (…) Dovrai sposarmi e poi intestarmi un quarto delle quote azionarie della tua azienda. Avrò diritto di decidere quali persone potrai frequentare. Sarò nel contempo la tua signora e la tua badante. Tu dovrai comportarti sempre bene perché altrimenti questo filmato potrebbe diventare pubblico. (…) Ora sta a te decidere se vuoi finire nella mia galera o se andare in quelle gestite dallo Stato. In ogni caso la tua libertà finisce oggi.”
Daniele è costretto a cedere al ricatto, e accetta di sposare la giovane donna coetanea di suo figlio. Il matrimonio è fissato per il 10 ottobre, a Montepulciano, e Michela vuole che ci siano presenti pochi intimi: l’ex moglie di Daniele, Veronica, suo figlio Riccardo, la segreteria dell’imprenditore, Lucia, e l’ex fidanzato della futura sposa, Dario. Tutti invitati a partecipare all’evento già dalla sera prima, nell’agriturismo La Collina Fiorita. E, immancabilmente, tutti si ritrovano seduti allo stesso tavolo, a respirare un’aria pesante, pregna di disprezzo, di odio, di avversione nutrita da tutti i commensali verso quella donna arrivista, egoista e pericolosa. Fino a che succede l’irreparabile: Michela si accascia a terra. Morta. Sarà stata una semplice disgrazia o dietro il decesso della donna si nasconde un omicidio? Sarà l’ispettore Lorenzo Narducci, insieme a sua mamma Eleonora, psicologa, a scoprire una verità che spiazzerà tutti.
Ancora una volta ci troviamo di fronte a un thriller di Santini degno di nota. La storia è ben articolata e ancora una volta il confine tra realtà e fantasia si assottiglia prepotentemente. La figura della psicologa rappresenta per l’autore uno strumento grazie al quale riesce ad evidenziare la zona d’ombra dei personaggi, ciascuno custode di segreti inenarrabili e ciascuno con un movente “valido” che può motivare uno spregevole crimine qual è l’omicidio.
La penna dell’autore scivola con grazia e le pagine scorrono veloci sotto gli occhi del lettore.
Un romanzo molto interessante, che apre scenari su realtà spesso ignote ma comunque probabili e reali. Un libro che certamente mi sento di consigliare, e non solo agli amanti del genere!

Conclusioni

La cena dei veleni” è un romanzo non solo avvincente e intrigante, ma racconta una storia dalla quale si possono trarre innumerevoli spunti di riflessione. Uno tra i tanti è che sicuramente esistono molte donne prive di scrupoli, arriviste e calcolatrici, ma, in egual modo, è una condizione che può essere traslata anche a tanti uomini. Forse oltre la nostra più comune e semplice immaginazione…

Citazioni

“…tutti possono diventare assassini, basta che ci venga fatto abbastanza male da non riuscire a vedere più una via d’uscita.”

“Tutti noi siamo delle navi alla perenne ricerca di un porto in cui arrivare per scaricare le nostre esperienze e per caricarci di emozioni. Ma quando, per errore, rimaniamo troppo tempo fermi in un porto, legati a un ormeggio o trattenuti da un’ancora, rischiamo di andare a fondo sotto il peso del nostro carico.

Recensione di Fabiana Manna

Fabiana Manna

Pubblicato da Fabiana Manna

Salve! Sono Fabiana Manna e adoro i libri, l’arte, la musica e i viaggi. Amo la lettura in ogni sua forma, anche se prediligo i thriller, i gialli e i romanzi a sfondo psicologico. Sono assolutamente entusiasta dell’idea della condivisione delle emozioni, delle impressioni e delle percezioni che scaturiscono dalla lettura e dalla cultura. Spero di essere una buona compagna di viaggio!

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