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Intervista a François Morlupi

François Morlupi tra snuff movie e torture medievali esamina la parte esecrabile dell’animo umano.

François Morlupi (Roma, 1983), italo-francese, lavora in ambito informatico in una scuola francese di Roma. Grande appassionato di gialli in generale e in particolare di quelli scandinavi, di storia contemporanea e di film coreani.

Formule Mortali rappresenta il suo esordio letterario, noir ambientato nei luoghi e fra la gente della Roma che frequenta quotidianamente. Un romanzo avvincente che apre una finestra sull’odierna realtà capitolina.

Noi lo abbiamo intervistato per voi .

Buongiorno e benvenuto nel nostro Blog!

Buongiorno a voi e grazie per avermi invitato nel vostro spazio letterario!

Come nasce l’idea di scrivere un romanzo così cruento?

L’idea è nata perché sono un amante del genere noir, adoro i thriller e fin da piccolo organizzavamo, io e i miei amici, maratone horror. Pertanto penso sia stata una naturale conseguenza! Questo non significhi che non mi piacciano i gialli più soft e moderati… anzi! Infatti definirei il mio libro un giallo sociale, visto che l’inchiesta è una scusa per raccontare anche altro; descrivere una città con pregi-difetti e dei cittadini con le loro ansie, paturnie e problemi personali. Non volevo che il mio romanzo appartenesse ad un solo genere, ho tentato nel mio piccolo di abbracciarne molteplici.

Il fanatismo religioso è un fenomeno, purtroppo, comune forse a tutte le religioni. Cosa ti ha spinto a sottoporlo all’attenzione dei lettori?

Perché trovo che sia un tema sempre di grande attualità. Cambiano i periodi storici ma questo tipo di fenomeno resiste ed influenza la nostra vita di tutti i giorni. Negli ultimi anni soprattutto c’è stata una escalation, basta sintonizzarsi su qualsiasi tg per averne la prova.

Torture medioevali e formule: perché questa associazione?

Perché la trovavo originale e molto simbolica: l’essere umano infatti è capace di passare da un estremo all’altro. Dalla violenza più becera e animalesca non a caso Schopenhauer definiva l’uomo come “l’unico animale che prova piacere nell’affliggere sofferenze ai suoi simili”) a concepire meravigliose formule per tentare di descrivere il nostro universo e facilitarci la vita. Sono due facce della stessa medaglia; potenzialmente saremmo capaci di raggiungere le stelle ma anche di causare dolore e tragedie; sta a noi far in modo che la faccia sbagliata capiti sempre meno spesso.

Nel tuo romanzo affronti una tematica devastante e poco nota: lo “snuff movie”. Quanto ritieni sia effettivamente praticata?

E’ difficile dirlo, ma temo che sia abbastanza diffusa, soprattutto nel deep web. E’ un concetto agghiacciante lo so, ma purtroppo esiste un mercato nero del genere. Anche qui ritroviamo la faccia “esecrabile” dell’uomo. Capace di orrori inenarrabili…e poi di scrivere per esempio la Divina Commedia o dipingere la Cappella Sistina.

Un libro complesso e articolato. Quanto tempo hai impiegato per realizzarlo?

Poco più di due mesi. Diciamo tre. Ogni sera mi prefissavo come obiettivo di scrivere almeno un capitolo. A quanto pare è poco, però non ne ho idea, visto che è la mia prima esperienza in questo ambito.

Nel romanzo troviamo tanti personaggi dei quali fai una descrizione dettagliata, sotto molti aspetti. Qual è quello a cui sei più affezionato e perché?

Ogni protagonista del commissariato di Monteverde possiede una mia caratteristica o passione. Per esempio Leoncini ha l’amore per la seconda guerra mondiale, Di Chiara per il cinema coreano…La mia personalità si è “splittata” in 5 personaggi differenti, dunque mi sono affezionato inevitabilmente a tutti! Ma se dovessi scegliere, probabilmente la mia scelta cadrebbe su Eugénie. E’ comunque il personaggio più complesso del romanzo ma anche quello con più potenzialità. Se solo riuscisse a liberarsi di quel grande peso che l’affligge…potrebbe essere una meravigliosa farfalla. Ad oggi è soltanto una crisalide nascosta e esternamente scontrosa. Poi adoro anche Ansaldi…chi di noi non ha mai pensato di essere nato nel periodo sbagliato  e chi di noi non si è mai sentito un estraneo nella nostra società?

Viviamo tutti ormai in un mondo social. Quanto ti ha aiutato nel tuo lavoro di scrittore l’utilizzo di questi sistemi?

Non tanto, devo essere sincero. Sicuramente per pubblicizzarlo tantissimo, ma in fase di stesura praticamente per niente.

Dove si può trovare il tuo libro?

In tutte le librerie d’italia e su tutte le piattaforme online come Amazon.

Progetti per il futuro?

Il secondo è già stato scritto, uscirà verosimilmente nel maggio 2019. O perlomeno, lo spero ! 🙂

Desideri aggiungere altro?

Sì, avviso i lettori che mi possono trovare su Facebook dunque ne approfittassero; non capita tutti i giorni di poter insultare un autore o chiedergli i soldi indietro! Scherzi a parte, qualsiasi critica, anche negativa è ben accetta. Mi fa davvero piacere quando un lettore esprime la sua opinione riguardo Formule Mortali.

Grazie per essere stato con noi.

Grazie a voi per la simpatia, la disponibilità e la professionalità! Siete bravissime!

 

La recensione di Formule Mortali qui

Pubblicato da Fabiana Manna

Salve! Sono Fabiana Manna e adoro i libri, l’arte, la musica e i viaggi. Amo la lettura in ogni sua forma, anche se prediligo i thriller, i gialli e i romanzi a sfondo psicologico. Sono assolutamente entusiasta dell’idea della condivisione delle emozioni, delle impressioni e delle percezioni che scaturiscono dalla lettura e dalla cultura. Spero di essere una buona compagna di viaggio!

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