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Il palio insanguinato di Giovanna Barbieri

Il palio insanguinato

Giovanna Barbieri
Siena, anno 1483 d.C. Alla vigilia del Palio in onore di Santa Maddalena, Edmundo si scontra con due fantasmi venuti dal suo passato: una misteriosa donna uguale alla persona a lui più cara, e un acerrimo nemico sfuggito come lui alla caduta di Costantinopoli con il prezioso Codice originale d’Avicenna. Una brutale scia di sangue porterà lo speziale quasi alla follia e metterà a repentaglio anche la vita dei suoi più cari amici.
Seconda indagine con protagonisti Goffredo Fortespada ed Edmundo de la Turre.

Introduzione

Ricordi e sogni: due elementi estremamente evocativi per l’essere umano. Gli uni relativi a vicende passate e gli altri caratterizzati dalla percezione di immagini e suoni. Un binomio straordinario che, in questo caso, svelerà segreti e misteri diversamente destinati a rimanere tali

Recensione

Desidero soffermarmi su una curiosità, prima di addentrarmi nelle meravigliose pagine del libro di Giovanna Barbieri. Il Palio di Siena è una competizione di chiaro stampo medievale, giocata tra le contrade della città. Alcuni regolamenti, ancora oggi validi, risalgono al 1644, anno in cui venne corso il palio con i cavalli, mentre le prime notizie ufficiali relative al Palio sono datate 1238, con un documento di “giustizia paliesca”. I primi palii erano corsi da nobili, ma poi la situazione cambiò e tutto il popolo senese fu reso protagonista. Inizialmente il palio prendeva luogo in tutta la città, ma dal ‘600 si trasferì gradualmente in Piazza del Campo e il primo palio corso “alla fonda” nella splendida piazza senese pare risalga al 1633. Il regolamento moderno è del maggio 1721 e la “carriera”, come viene definita tradizionalmente la corsa, si svolge di norma due volte l’anno: il 2 luglio si corre il Palio in onore alla Madonna di Provenzano festa della Visitazione nella forma straordinaria, e il 16 agosto quello in onore della Madonna Assunta. Fatta questa premessa, direi di passare al romanzo, che ancora una volta si sviluppa in un contesto storico estremamente particolareggiato e ancora una volta vede protagonisti Edmundo de la Turre, speziale veneziano esule da Costantinopoli, e Goffredo Fortespada, distintosi alla presa di Volterra e nominato Bargello a Urbino. Siamo a Siena, in piena estate ed è il 1483 D.C. I due amici si sono trasferiti qui, insieme a Fiamma, con l’intento l’uno di aprire una spezieria, e l’altro di trovare una occupazione tra gli sbirri del luogo. Ma, all’alba di un grande evento, il Palio in onore di Santa Maddalena, che richiama l’attenzione di tutti i cittadini e che vede coinvolte anche le famiglie più in vista, Siena si tinge di rosso sangue: dapprima viene ritrovata una giovane donna strangolata, poi un tale messere Leonardo Chizzoto è rinvenuto in una pozza di sangue, sgozzato da un orecchio all’altro e con le mani amputate. Questi due delitti risvegliano in Edmundo ricordi lontani, carichi di dolore e nostalgia, di desiderio di giustizia e di sete di vendetta. Ma la scia di sangue non si arresta qui… Come sempre tra i due amici si apre un confronto, in questa circostanza non solo per la risoluzione degli omicidi, ma anche come occasione volta a una conoscenza introspettiva. Edmundo non lesina lacrime nel raccontare il dolore straziante per la perdita della sua amata Ginevra, e lo fa evidenziando una profonda umanità e benevolenza. “…non puoi neppure immaginare quanto l’abbia amata. Mi sono maritato tardi, avevo già superato i quarant’anni, ma lei ha accettato lo stesso di sposarmi, a dispetto del volere dei genitori. Quando sono fuggito da Costantinopoli, non avevo nulla, non una sola moneta. È stato difficile iniziare un’attività in proprio e aprire la spezieria a Roma, sebbene mi fossi rifugiato nella Città Eterna già dal 1460. Lei era l’ultimogenita di una ricca famiglia di mercanti e i genitori non furono lieti del nostro matrimonio, temendo che con me non riuscisse a sopravvivere. Tuttavia ci amavamo e anche l’attività aveva cominciato a prosperare. Io preparavo i rimedi e lei li vendeva dietro al bancone. Poi è rimasta incinta ed ero così felice di diventare padre… Ho faticato molto a dimenticarla e a non scorgerla ovunque per le vie. Otto anni or sono ho lasciato Roma perché non sopportavo più che ogni angolo della città mi ricordasse lei.” E con la stessa passione parla di un odio atavico e mai sopito nei confronti di messere Chiozzoto. “Odio messer Leonardo Chiozzoto da lunghi decenni. Ho cercato di rintracciarlo per tanti anni, quando sono fuggito da Costantinopoli, ma non l’ho mai ritrovato, fino a oggi. Ha ucciso a sangue freddo sia il mio maestro speziale sia tre dei miei compagni di studi, pur di rubare il Canone di Avicenna”. “È un tomo antico, scritto in persiano, che contiene molti rimedi trovati da Avicenna, un famoso medico di Bukhara. Il mio maestro possedeva il testo originale che, secondo un’antica leggenda, conteneva anche tre pagine segrete, mai tradotte in latino. Nei fogli inediti si sosteneva che ci fosse anche la cura per la pestilentia. Il valore del Canone è inestimabile. Le città si affrontano in guerra per molto meno.” Anche con quest’ultimo romanzo la Barbieri si è dimostrata particolarmente talentuosa: perfetta ricostruzione storica, accurati i dettagli, la terminologia, la narrazione di usi e costumi. Particolare, per quanto mi riguarda, è l’analisi introspettiva dei personaggi che aiuta il lettore a conoscerli meglio e a valutarli anche da altre prospettive, così come appare particolare l’analisi onirica. Un romanzo, a mio avviso, molto ben strutturato, che avvince il lettore pagina dopo pagina, proiettandolo in un’atmosfera pregna di segreti, misteri, sotterfugi, ma anche di passioni, di amori e desideri, che giungono nudi e crudi achei si approccia a questo particolare romanzo.

Conclusioni

Un giallo storico ben articolato,ricco di molteplici dettagli, che lascia immaginare la possibilità di un probabile sequel e di cui consiglio sicuramente la lettura.

Recensione di Fabiana Manna

Fabiana Manna

Pubblicato da Fabiana Manna

Salve! Sono Fabiana Manna e adoro i libri, l’arte, la musica e i viaggi. Amo la lettura in ogni sua forma, anche se prediligo i thriller, i gialli e i romanzi a sfondo psicologico. Sono assolutamente entusiasta dell’idea della condivisione delle emozioni, delle impressioni e delle percezioni che scaturiscono dalla lettura e dalla cultura. Spero di essere una buona compagna di viaggio!

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