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Il fuoco, il vento e l’immaginazione di Antonella Salottolo.

Il fuoco, il vento e l’immaginazione di Antonella Salottolo.

Il fuoco, il vento e l’immaginazione

Antonella Salottolo
“Il fuoco, il vento e l’immaginazione” racconta un viaggio attraverso fantasie, manoscritti e luoghi. È un puzzle che prende forma pagina dopo pagina. Il ritrovamento casuale di un libro nel vagone di un treno offre alla protagonista la possibilità di far venire alla luce un segreto celato per decenni. Una storia sospesa nel tempo, che non riusciva a trovare la parola fine e che aveva coinvolto più generazioni. Ma la vera protagonista di questo romanzo è l’immaginazione che sprigiona tutta la sua forza, mostrando ogni sua sfaccettatura. Fa intravedere il suo lato intrigante, svela il suo lato amaro, rivela il suo lato pericoloso e folle e infine palesa il suo lato magico.

Introduzione

Credo che non esista modo migliore per entrare in questo testo di riportarne le parole iniziali dell’autrice Antonella Salottolo:
“Ciao caro lettore,
si sì sto parlando proprio con te che hai appena aperto questo libro e stai leggendo le prime righe, ebbene per farti entrare appieno in questo romanzo voglio fornirti delle linee guida per capire al meglio la storia.
Per cominciare partiamo dal genere: come dovrebbe essere etichettato questo romanzo?
La domanda è semplice, ma la risposta no.
Si tratta di una sorta di diario di una ragazza che narra di una festa organizzata dalla sua famiglia ogni anno da generazioni.
Si tratta di un racconto di viaggio, di uno di quei romanzi che ha come palcoscenico il treno e come personaggi i viaggiatori.
Si tratta di una specie di guida gastronomica in cui vengono descritti luoghi, atmosfere, piatti, monumenti, miti e leggende.
Si tratta di una raccolta di favole per bambini e per adulti e di curiosità riguardo la paremiologia.
Si tratta di un romanzo che racconta la strana vita di due biz- zarri bambini fin quando arrivano alla trentina.
Si tratta di una storia drammatica.
Ti sembra un’accozzaglia di generi e di argomenti? Ti stai chiedendo qual è il fil rouge che permette a tutti questi elementi di stare armonicamente insieme all’interno dello stesso quadro?”

Aneddoti personali

Nella mia esperienza abbastanza ampia, fosse niente per l’età anagrafica, di lettrice, credo di aver letto pochissimi libri paragonabili a questo e infatti l’ho fatto per ben due volte!

Recensione

Faccio una premessa: sono napoletana e quando si scrive della mia città la mia attenzione diventa maggiore…e anche il mio senso critico.
“Il fuoco, il vento e l’immaginazione” di Antonella Salottolo, anch’essa napoletana, inizia proprio con la narrazione del “Focarazzo”, un’usanza popolare che consiste nel buttare ciò che è rimasto del vecchio anno per fare posto agli arrivi del nuovo.
Il “Focarazzo” rappresenta appunto l’artificio letterario per introdurre la storia che l’autrice si appresta a raccontare. Altro artificio letterario è il treno, sul quale la protagonista incontra alcuni personaggi della storia che narra e sul quale misteriosamente vengono trovati alcuni libri.
E poi? E poi la narrazione continua, incentrata prioritariamente su due bambini, Lorenzo e Matteo, che con grande fatica diventano adulti. Attorno a loro gli ruotano gli altri personaggi, come le “sorelle del treno”, nonno Umberto e nonna Lorella e la misteriosa Clara, con i loro squarci di vita sempre alquanto insoliti.
Ma il filo narrativo qual è?
L’autrice lo individua nell’immaginazione ma la mia sensazione è stata che il vero elemento di congiunzione sia l’autrice stessa: il romanzo, o come vogliamo definire quest’opera, è un contenitore pieno di emozioni, ricordi, vicende e desideri di Antonella Salottolo.
Come tanti autori esordienti il desidero di raccontare il proprio Io ha portato l’autrice a usare la scrittura per narrare se stessa e peraltro lo ha fatto con uno stile davvero piacevole e con una notevole armonia letteraria.
Però la storia in se per se non è facilmente fruibile, a meno che non si leggano i capitolo come singoli racconti, ognuno con un suo obiettivo narrativo: fotografare un’emozione dell’autrice.

Conclusioni

Il fuoco, il vento e l’immaginazione di Antonella Salottolo è, secondo la mia lettura, l’espressione tipica di un romanzo di esordio dove gli equilibri fra trama e competenze stilistiche sono ancora piuttosto il bilico. Come è accaduto anche agli scrittori più importanti del resto!
Un consiglio alla Salottolo è dunque quello di proseguire a scrivere…mantenendo però la sua interiorità e i suoi vissuti un po’ più distaccati dalla sua penna, o almeno a non volerli narrare tutti nel medesimo lavoro.

Voto

3/5

Citazioni

Il 17 gennaio al focarazzo di Sant’Antonio donai l’intero racconto di quest’avventura: dall’incontro con Lorenzo fino alla lettera di Matteo.

Donai al vento tutto quello che avevo scoperto e apprezzato grazie alla Fantastimondo e a Lorenzo e Matteo.

Guardando le scintille che si alzavano alte verso il cielo immaginai Lorenzo, Matteo, nonno Umberto, nonna Lorella, Clara, i quattro amici, le Hawaii, l’Australia, i pinguini, i koala, il Perù, il cappello delle fiabe, rividi tutto con gli occhi della mente e feci una promessa: non avrei mai smesso di immaginare e fantasticare.

Pensai che avevo un bel po’ di storie nuove da raccontare ai cuginetti e ai nipotini, una più bella dell’altra: la favola di Libero, il racconto dei viaggi di Lorenzo e Matteo e che avrei provato a far immaginare loro i finali di ognuna.

Recensione di Rita Scarpelli

Rita Scarpelli

Pubblicato da Rita Scarpelli

Sono Rita Scarpelli e vivo a Napoli, una città complessa ma, allo stesso tempo, quasi surreale con i suoi mille volti e le sue molteplici sfaccettature. Anche forse grazie a questa magia, da quando ero bambina ho amato la lettura e la scrittura . Nonostante gli studi in Economia e Commercio mi abbiano condotta verso altri saperi e altre esperienze professionali, il mio mondo interiore è sempre stato popolato dai personaggi e dalle storie dei libri che leggevo e ancora oggi credo fortemente che leggere sia un’esperienza meravigliosa. Parafrasando Umberto Eco, “Chi non legge avrà vissuto una sola vita, la propria, mentre chi legge avrà vissuto 5000 anni…perché la lettura è un’immortalità all’indietro”. Lo scorso anno ho vissuto l’esperienza incredibile di pubblicare il mio romanzo di esordio “ E’ PASSATO”, nato dalla sinergia dell’ amore per la scrittura con la mia seconda grande passione che è la psicologia. E poiché non c’è niente di più bello di condividere quello che ama con gli altri, eccomi qui insieme a voi!

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