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Il Drago, il Custode, lo Straniero – di Enrico Pompeo

Autore: Enrico Pompeo

Titolo: Il Drago, il Custode, lo Straniero

Editore: Edizioni Creativa

Anno: 2016

Pagg: 180 – Brossura

Prezzo: €. 14,00

Linguaggio scorrevole, originale, impaziente e appassionato, tanto da coinvolgere il lettore in un vortice di emozioni, sentimenti e stati d’animo spesso  contrastanti. Un romanzo che spinge alla riflessione per gli argomenti trattati, dove ad essere dipinto è il quadro di una società scomoda e troppo realistica, incarnando un modus vivendi non troppo distante da quello dei giovani di oggi. Uno stile talmente descrittivo da riuscire a visualizzare ogni situazione oltre che capace di proiettare su chi legge, ogni stato d’animo dei personaggi.  Riesce a richiamare subito un parallelismo di pirandelliana memoria  “nella vita incontrerai tante maschere e pochi volti” . Qui le “maschere” sono tre, tre personaggi apparentemente diversi ma fondamentalmente simili e sovrapponibili. Il Drago, un personaggio sui generis, ambiguo, dalla doppia vita: quella reale e quella costruita ad arte; capo di una gang  dove ci si realizza solo se si è cattivi gratuitamente, dove regna la legge del più forte, dove si cercano e si trovano spunti per combattere la monotonia e la noia di una quotidianità troppo stretta e provinciale. Tutto fino a quando non crolla quel castello di carte distrutto dalla legge di sopravvivenza, dove la brillante locuzione latina “mors tua vita mea”, trova la sua applicazione migliore.  Non resta che fuggire, cambiare identità, ed ecco apparire il Custode; custode di malaffare e traffico di droga, anche qui fino a quando non saltano gli accordi con gli spacciatori e per la seconda volta la fuga diventa l’alternativa necessaria per avere salva la pelle.  Si imbarca per il Brasile dove verrà battezzato con lo pseudonimo di “Straniero”. Qui conoscerà il dolore, lo sfruttamento, la sofferenza, quasi  come a dover saldare un conto aperto con la Vita , ma riuscirà a scappare e a rifugiarsi nella foresta amazzonica dove però non tutto andrà per il verso giusto.  Un romanzo “specchio”, in cui l’autore riesce a far riflettere nitidamente l’immagine di una realtà oggettiva  cui ci si scontra  costantemente.  Un unico soggetto  con tre vite differenti ma tutte legate dallo stesso filo conduttore, il disagio e il malessere che la società riveste per l’individuo  e l’individuo proietta nella società. Un circolo vizioso fatto di assenza di valori, regole, ideali; di stili di vita  fatti di eccessi ed illusioni, un microcosmo in cui si racchiude l’inquietudine dei giovani di oggi, che cercano in mondi immaginari ed effimeri, la conferma a convinzioni prive di basi solide su cui costruire certezze. Dove l’apparire è fondamentale e l’Essere non riscuote interesse; la frenesia del tutto e subito e ad ogni costo, l’omologazione al “cosi fan tutti” che lascia solchi di insoddisfazione sfocianti nel voler sempre di più, arrivando a spingere spesso l’acceleratore fino ad un punto di non ritorno.   “…..ma noi non vogliamo essere aiutati a capire, a diventare coscienti, consapevoli di ciò che accade; aprire gli occhi servirebbe solo a farci male, a dover crescere con la tristezza stampata nella fronte. Vogliamo pillole per assuefare il cervello; smettere di pensare, di farsi domande, di porsi dubbi, di sognare utopie che non esistono; strappare i brandelli del presente, bruciare le resistenze del tempo in cui niente esiste, solo immagini da sfogliare direttamente col telecomando. Se vuoi vivere frustrato, immaginando orizzonti e colori lontani dal cerchio della sfera di campo del telefono, fa pure; affari tuoi…….”.   Un vero e proprio Bildungsroman che porta a riflettere su quanto, alla fine, la ricerca smodata della felicità attraverso strade apparentemente semplici non è altro che uno specchietto per le allodole, il cui “premio” finale è fatto di solitudine interiore e di incapacità di relazione con se stessi e di interazione col mondo.  A saltare subito all’occhio sono i riferimenti a Fabrizio De André oltre che la struttura particolare del romanzo ovvero, ogni racconto è suddiviso in capitoli; 5 per ogni racconto più uno, quello finale. I cinque capitoli de “il Drago” riportano le lettere dalla Q alla Z. Nel “Custode” troviamo cinque capitoli numerici ma in senso decrescente, dal n°5 al n° 1.  “Lo Straniero” ,infine, riprende l’alfabeto ma dalla A alla E aggiungendo la Q con la quale aveva iniziato. Inizio e fine quindi in una sorta di decorso ciclico  “…..Qui vince chi si azzanna per primo, chi non indugia. Predatori si nasce, ma soprattutto lo si diventa….”.    Un libro che scorre facilmente ma va letto attentamente, occorre soffermarsi, masticarne le parole che a tratti affondano nel cuore, nello stomaco e nel cervello,  al pari di una lama intrisa di amarezza e di dolore ma capace anche  di infondere la voglia di cambiamento e di rinascita, di forza di volontà per rialzarsi da combattenti, fronteggiando una società che tenta in ogni modo di far perdere la speranza. Un libro che tutti dovremmo leggere, perché siamo tutti, ad effetto domino, potenziali Draghi, Custodi o Stranieri, all’interno di quelle oasi inesistenti di una giungla chiamata Vita.

Teresa Anania 

Enrico Pompeo nasce il 26 Maggio del 1972 a Livorno, dove risiede e lavora come insegnante di Italiano, Storia e Geografia alle scuole medie. Collabora alle iniziative della tenuta del Montevaso, nelle colline pisane, in cui  cura l’ospitalità di seminari sulla comunicazione.  Ha  pubblicato  due romanzi: “Una curva improbabile” (Gruppo Edicom, 2002); “Il Drago, Il Custode, lo Straniero” (Edizioni Creativa, Maggio 2016. Seconda edizione: Ottobre 2016). Ha svolto la funzione di giudice letterario per due edizioni del concorso “Europa Express”, realizzato dalla fondazione Eni Mattei. Cura la rubrica di cinema su ‘Azione Nonviolenta’, rivista ufficiale del Movimento Nonviolento, del cui comitato di coordinamento fa parte.

TRAMA:

Il drago, il custode, lo straniero: Tre personaggi, tre destini, un unico filo comune. Tre storie parallele, con un solo orizzonte di riferimento. Il Drago è uno squalo, uno che azzanna la vita, perché “Predatori non si nasce, ma lo si diventa.” E il capo di un gruppo che ogni sabato scorrazza in discoteca, tra risse, incontri poco galanti e molto cattivi con l’altro sesso, senza mai voltarsi indietro. Il Custode vive rintanato nel suo covo, a smerciare droga ai suoi clienti: Indio e India, che trafficano con l’oriente ; Il Serpente, il Professore, la Matta; tutti alla ricerca di quel piacere che possa rendere le loro vite meno amare. Lo Straniero vive in Brasile, quasi schiavo in una miniera dove impara cosa significa soffrire riuscendo a scappare. Il suo nascondersi lo porta fino a scomparire dentro la foresta amazzonica, dove, stremato, viene raccolto da una comunità indigena. Qui incontra, finalmente il suo destino.

Teresa Anania

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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