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Anteprima uscita “Hic Sunt Minchiones”, di Manuela Francesca Zanoncelli

“Hic Sunt Minchiones”

Manuela Francesca Zanoncelli
Quello che state per leggere è uno spaccato di realtà del nostro tempo. I protagonisti dei mini-racconti non sono frutto di fantasia, bensì il resoconto fedele di incontri quotidiani su tram, autobus, metropolitana, strade e negozi di Milano. L’autrice si sposta per lavoro nel cuore e nella periferia della metropoli e lo fa con occhi e orecchie ben aperti. Così diventa testimone del suo tempo e, grazie a una grande vena umoristica nonché alla capacità di lasciar da parte quel “politically correct” che ci impone di far finta di nulla, ci racconta tipi umani e situazioni esilaranti. Così, chi parla a voce altissima dei fatti propri, chi blocca la strada come fosse sua, i negozianti cinesi che tallonano il cliente, gli impazienti, gli squinternati … Si ride molto, leggendo queste pagine, a volte si vedono somiglianze con persone incontrate e a volte anche con noi stessi. Poco male, se la risata fa bene, l’autoironia fa ancora meglio.

Introduzione

“Profumi,odori, puzze,flagranze. Poi rumori, suoni, melodie, schiamazzi. E ancora gente che urta e si urta, straccioni, manager,cravatte, anfibi, donne, bambini, uomini che vanno e vengono da hotel, cortili, parchi, tram, metrò,bus,ristoranti, uffici, negozi, case, catapecchie, vicoli sudici … La città è una nebulosa di tutto e niente.” (L. Livati)

Aneddoti personali

Quante cose si possono notare osservando la gente che ci circonda? Quante sfumature di voci, colori, odori? Espressioni facciali, frasi, discussioni, litigi, lacrime, sorrisi, stupore, risate, gesti … Basta appoggiarsi a un muro, sedersi su una panchina al parco, al tavolino di un bar, passeggiare per strada, salire su un mezzo pubblico, guardare e ascoltare, per entrare in tanti universi a volte non troppo lontani dal nostro

Recensione

Libro d’esordio per Manuela Francesca Zanoncelli, la quale racconta in poco più di cento pagine, uno spaccato di vita quotidiana della metropoli milanese. Storie di vita urbana ordinaria, dove gesti compiuti con metodica maestria riescono a divenire, agli occhi di un attento osservatore, un pozzo di idee dalle quali trarre la giusta ispirazione da riversare poi in parola scritta, nero su bianco, creando una serie di racconti suddivisi in cinque categorie: mezzi pubblici, Servizio Sanitario Nazionale, On the road, Negozi e Bar e infine Ufficio. Un totale di 66 racconti uno dei quali dà il titolo all’intera raccolta.  Le storie narrate possono essere lette indipendentemente l’una dall’altra, senza un iter cronologico ben preciso. Racconti svincolati l’uno dall’altro, trait d’union e filo conduttore dell’intera narrazione “scene di ordinaria follia metropolitana” che vede protagoniste le persone incontrate casualmente ogni giorno.  Esilaranti alcune vicende al punto tale da rasentare il surreale ma, se ci soffermiamo per un attimo a riflettere, quante volte ci siamo trovanti davanti a qualcuno che parla animatamente al telefono incurante di chi ha accanto? Chi non è stato “vittima” di discussioni senza filo logico tra adolescenti in piena tempesta ormonale? Chi non si è trovato a fare un esame medico specialistico rasentando scene tragi-comiche? E vogliamo parlare di quanto accade a volte entrando in negozi di abbigliamento e oggettistica, magari cinese? Comicità, battute, ironia, doppi sensi, tutto viene raccontato con una penna sarcastica e a tratti pungente; con locuzioni colorite, epiteti e appellativi in alcuni casi, a mio avviso, eccessivi. Non mancano espressioni di lingua parlata che rafforzano ulteriormente i concetti manifestati in quei soliloqui che l’autrice intraprende con sé stessa, fornendo altresì soluzioni “caserecce” a talune vicende narrate, nelle quali è difficile non perdere il ruolo di lettore per vestire i panni da spettatore. La scrittura estremamente visiva, infatti, lascia ampio spazio all’immaginazione, fornendo tra le pagine un vero e proprio teatrino di strada nel quale identificare e sovrapporre figure raccontate a personaggi bizzarri e persone a noi vicine. 

Conclusioni

Le storie sono ben scritte, la narrazione è fluida e scorrevole. E’ doveroso però segnalare la presenza di qualche refuso ortografico che nulla toglie all’esposizione nella sua complessità. Consigliata la lettura a quanti desiderino trascorrere un paio d’ore di assoluta spensieratezza in compagnia di qualche risata, allontanandosi almeno per un po’ dalle brutture nelle quali siamo stati immersi soprattutto negli ultimi mesi.
 
Teresa Anania

Voto

3/5

Recensione di Teresa Anania

Teresa Anania

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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