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GLI IRRESOLUTI di Rosa Elena Colombo

Gli irresoluti

Rosa Elena Colombo
Gli irresoluti narra di un’adolescenza in ritardo e la scoperta di una sessualità contorta tra fughe, insidie, rimpianti, e una galleria di personaggi di inconscia malizia e perversa innocenza

Introduzione

Andrea, modello di ragazzo della società “bene” è esaltato e venerato dalla madre, la Dottoressa Carla Greco. Lei lo ritiene il figlio perfetto: studioso, brillante e posato, pronto per affrontare con scioltezza gli studi universitari, come da lei desiderato. Un ragazzo pronto ad obbedire sempre e comunque, protetto dall’ala forte della madre, ma inconsapevole della realtà della vita che l’attende, come se fosse in una sfera di cristallo. La madre tuttavia non si accorge di quanto questo assoggettamento faccia soffrire il figlio.
Andrea frequenta un anziano Cavaliere, Alfredo. Il ragazzo si trova a proprio agio con questa persona di due generazioni più anziana di lui e quest’amicizia si trasforma in un amore paterno da parte del vecchio, che lo ospita addirittura nella propria casa, diventando questa, per Andrea, un vero e proprio rifugio a riparo delle velleità materne. L’insignificante figura paterna è per Andrea una delle cause che lo porteranno a considerare il Cavaliere quale un padre putativo, che condivide, nonostante la sua veneranda età, interessi con il ragazzo e che riesce ad addentrarsi nel mondo ignoto del ragazzo, scoprendone una grande fragilità, ma anche una profonda bellezza interiore.
Prendendo consapevolezza, Andrea getta la maschera da sempre indossata e voluta dai genitori, reagendo ai loro assiomi e facendo loro credere di andare via da casa per un breve periodo sabbatico.
Così, salutato il Cavaliere, consapevole di non vederlo mai più, Andrea parte alla ventura, dirigendosi a Sud. Benché gli manchi molto la presenza del Cavaliere, ma non quella dei genitori, Andrea si gusta il sapore della solitudine e della lontananza da quel mondo a lui diventato alieno, causa di quella sofferenza sopraggiunta durante la sua maturazione interiore. Ma lui, di fatto, non è maturo: è ingenuo e fragile, provato sempre da un’insidiosa sofferenza che mai lo avrebbe abbandonato nella vita.
In un luogo lontano, sul mare, fa conoscenza con Rafael che lo accoglie in casa sua. Sarà questo un incontro che stravolgerà la sua esistenza, anche negli aspetti più intimi. Infatti l’amicizia e l’esagerata generosità di Rafael conducono a una relazione omosessuale. Andrea scopre quest’aspetto di se stesso, quando con Rafael s’innesca una scintilla che lo porterà ad amare in modo profondamente carnale l’amico, diventando così il suo amante. La storia quindi si colora di quest’aspetto, con la descrizione di un amore gay profondamente vissuto da Andrea, attraverso il quale la sua vita cambia improvvisamente rotta, incapace di tornare indietro. Tornato a casa dopo enorme tempo, Andrea parla a sua madre di questa sua amicizia, finendo per confessarne la realtà. Carla, per questo, ripudia il figlio, sconvolta e schifata. Durante quell’enorme tempo, il Cavaliere muore e lascia metà della sua casa a Galina, la sua badante; l’altra metà è lasciata ad Andrea, che incontrerà Galina e l’amerà solo per una notte. Sì, perché Andrea continua a non avere contezza di sé, è confuso. Tornato da Rafael, questi gli fa conoscere l’ebbrezza della cocaina fino a diventarne dipendente. La figura di Rafael si fa sempre più fosca e disdicevole, perché egli manipola il fragile Andrea, sempre confuso e ingenuo, fino a indurlo a scappare via da lui. Sarà la sensibilità di Elio a far riconquistare, seppur parzialmente, l’autostima ad Andrea che si innamora di Elio, gay anch’egli.
Galina è una ragazza dal passato discutibile, ma anche lei è stata manipolata spesse volte a causa della sua ingenuità. Tuttavia, il Cavaliere quando era in vita scopre in lei una buona persona e Galina vuole lasciarsi alle spalle il passato. La fragilità di Galina si confronta con la fragilità di Andrea ed Elio è come un arbitro durante la loro convivenza nella casa del defunto Cavaliere, tra momenti felici e colpi di scena, in cui è sempre il controverso e fragile Andrea, tuttavia, ad influenzare tutte le vicende fino alla fine.

Recensione

Non potevo, nell’introduzione, svelare tutta la trama, perché vanificherebbe l’invogliamento alla lettura. Tuttavia volevo evidenziare alcuni passi salienti di questo romanzo molto profondo, che affronta con il giusto garbo quel concetto di “amore altro” che spesso non si vuole asseverare quale parte integrante della vicenda umana, poiché ritenuto ancora da molti contrario all’etica e alla morale, se non perverso. E il pregio dell’autrice è proprio questo: essere riuscita a far emergere il concetto che qualsiasi forma di amore vada considerata, non ignorata e non giudicata in una società in cui la generalizzazione e l’opportunismo la fanno, molto spesso, da padrone. Nel romanzo non si giudica, ma si descrive. Sono i personaggi che si auto-giudicano, sono loro che effettuano un esame profondo di se stessi. Questo è un romanzo profondamente psicologico, in cui è presente la più genuina introspezione, dove gli ambienti sono relativi, sebbene molto ben descritti. I profili dei personaggi vengono tratteggiati aumentandone l’intensità e al lettore sembra di averli accanto.
Andrea il fragile, il confuso, ma anche il trasgressivo, il sovversivo. Si domanda cosa è e cosa sarà. La sua vita è un viaggio alla ventura, un salto verso l’ignoto, in cui crede di conoscere, ma in realtà non conosce affatto, chi incontra. Conosce a fondo solo sua madre che lo ha messo al mondo. Proprio colei che lo ha ripudiato, facendo risaltare tutta la sua pochezza.
Galina, la badante del Cavaliere, dal passato che lei stessa riconosce indegno, sporco e la sua volontà di rinascita indossando una nuova maschera, che gli consenta di essere accettata da una società che l’aveva usata e oltraggiata. Rafael invece non si pone interrogativi, è cinico, nella convinzione che tutto ciò che è e che fa sia giusto, cercando il giocattolo di turno che lo soddisfi dei suoi desideri. Infine Elio il saggio, che tuttavia si interroga, consapevole di se stesso, che riesce a scovare nell’anima persa di Andrea la parte buona, la migliore, anche il suo amore svilito.

Conclusioni

È un romanzo dallo stile sobrio, ma anche piccante al punto giusto. Un lavoro di ampio respiro e profondamente psicologico, in cui l’autrice è stata capace di evidenziare gli aspetti più interessanti dei personaggi in un contesto armonico e mai eccessivo.
Il carattere di Andrea evoca molto il Giovane Werther di Goethe, sconvolto dai dolori della sua giovinezza e spinto dalla necessità del cambiamento. Molto gradito è stato il succedersi calibrato di pensieri e frasi dei personaggi, che dà potenza alla loro complessiva espressione. Essi sono dinamici e mirabilmente tratteggiati dall’autrice, che ha molto curato ogni minimo dettaglio al fine di rendere il romanzo avvincente e interessante.
Questo è un romanzo che trasmette messaggi importanti, da non trascurare.

Recensione di Giovanni Margarone

Pubblicato da Giovanni Margarone

Sono Giovanni Margarone, sono nato nel 1965 e scrivo narrativa. I miei romanzi rientrano maggiormente in quelli di formazione, per via dell’evoluzione che fanno compiere (innanzitutto interiore e non solo) ai protagonisti (dall’infanzia all’età adulta, risalendo sovente alle origini, scavando nella storia del personaggio). Forte è la componente introspettiva e psicologica, per cui il personaggio resta sempre e comunque l’elemento centrale delle narrazioni, che potrebbero essere quindi ambientate in qualunque luogo. Sono un autore che vuole scrivere per gli altri, perché diversamente la mia sarebbe un’attività monca, fine a se stessa. Interpreto la scrittura come il mezzo più efficace per trasmettere sentimenti, emozioni e per indurre alla meditazione. Questa interpretazione trascendentale della scrittura mi è assai cara, perché ritengo che la spiritualità faccia parte di noi stessi e che lo spirito vada nutrito. Ho finora scritto e pubblicato quattro romanzi: “Note fragili” (2018, seconda edizione), “Le ombre delle verità svelate (2018, seconda edizione), “E ascoltai solo me stesso” (2019, seconda edizione) e “Quella notte senza luna” (2018). Inoltre, nel 2019 un mio racconto “Il segreto del casone” è stato inserito nell’antologia “Friulani per sempre” – con postfazione di Bruno Pizzul - edito da “Edizioni della sera”. Nel novembre 2019 sono stato insignito di una “Benemerenza” dal Comune di San Giovanni al Natisone (UD) (dove risiedo) per meriti letterari. Sono membro della Commissione Cultura del Comune di San Giovanni al Natisone (UD). I miei romanzi hanno ricevuto numerosi premi letterari. Il mio sito ufficiale è https://margaronegiovanni.com/

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