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Dove sento il cuore di Mattia Cattaneo

Dove sento il cuore

Mattia Cattaneo
Alto lago di Como.1944.L’occupazione nazi-fascista è una realtà concreta. La guerra devasta e ferisce. Tre identità fragili ma forti allo stesso tempo, e le loro vite, si intersecheranno fra dolore, segreti e piccole gioie. Perché la vita vive se c’è qualcuno che fa battere il cuore.Vittoria, una donna energica, Bruno, un convinto partigiano, Karl, un ufficiale tedesco, metteranno in gioco sè stessi e il loro destino.Solo loro sanno dove possono sentire, veramente, il loro cuore.

Introduzione

Ė una notte senza stelle quella che stiamo vivendo, il ciclico alternarsi del sole e della luna ci lascia indifferenti, quasi come se quella luce non risplendesse più per noi. Il sole non riscalda più i nostri cuori e la notte più pericolosa è quella che alberga indisturbata nei nostri animi. Questa notte non è come quella di Zeus e Alcmena, nell’azione del padre degli Dei di allungare la notte per stare con la donna desiderata, nonostante l’atto adultero c’è qualcosa di romantico. Questa invece fa paura, ma il terrore più grande è quello che si diffondi nel genere umano la cristallizzazione dei cuori, la diffidenza verso gli altri e per questo che proprio nei periodi più bui non bisogna dimenticare di coltivare la bellezza. Uno dei modi è racchiuso nel potere evocativo e salvifico della narrativa . Ė un ponte dell’attesa, vite in sospensione tra fragili battiti e l’acre odore della morte che penetra nei corpi barcollanti. L’esistenza frammentaria e ancora più incerta trova nella riduzione all’essenziale la sua soluzione, se, però ci si sofferma a pensare ecco che arriva il rimpianto, per non aver dato la giusta importanza a persone e cose quando si poteva. Un terribile dèjà- vu che ci riporta a quella Seconda guerra mondiale che in molti di noi non hanno vissuto e l’unico contatto che abbiamo sono i libri di storia e le testimonianze che ogni anno purtroppo diminuiscono. Tempi che sembrano lontani, invece sono incredibilmente vicini. La potenza dell’oralità e della scrittura permettono che quell’orrore non sia dimenticato, un’eredità storica che in quanto cittadini del mondo dobbiamo portare. Ritroviamo queste tetre atmosfere anche in Dove sento il cuore di Mattia Cattaneo e ciò acquisisce oggi ancor di più non solo un significato simbolico ma anche politico e civile. La sofferenza che azzera i confini della differenza e riscopre la vera essenza dell’essere umano ritrovando un’unità rigogliosa che ci permetterà di rinascere dalle ceneri più forti di prima .

Aneddoti personali

Conosco l’autore da diverso tempo attraverso i social che se usati con intelligenza sono una grande risorsa per creare amicizie sincere e durature. Con Mattia non siamo legati soltanto da affetto e stima reciproca ma condividiamo le stesse passioni per le storie, scriverle e leggerle. Tra gli autori che ci piacciono c’è sicuramente Corina Bomann, per tutti questi motivi sono emozionato nel recensire un suo romanzo ma vi prometto di non perdere la mia obiettività, per amor di verità e la fiducia che riponete nei miei confronti. Per questo vi consiglio di continuare la lettura.

Recensione

Quello analizzato in Dove sento il cuore è sicuramente uno dei periodi più cupi e violenti della nostra storia. Sullo sfondo c’è il rapporto tra Mussolini e Hitler che sembrava un patto d’acciaio ma come tutti i legami non era esente da crepe. Queste crepe racchiudono il prezzo pagato dalle due nazioni e naturalmente dai due popoli. Dal punto di vista dei popoli ognuno cercava di salvaguardare il proprio, combattendo per degli ideali. Questo però non ha fatto altro che generare odio, diffondendo morte e soffocando la vita. Prima di tutto si vuole rilevare il lavoro certosino dell’autore che ha visitato personalmente i luoghi in cui è ambientato il romanzo e si è affidato alla docente Giulia Caminada per inserire all’interno una nota storica e critica molto puntale per aiutare i lettori a contestualizzare. Dove sento il cuore, è la storia di Vittoria una donna che per Como è il fulcro centrale del paese, è una fornaia e rappresenta anche l’elemento ancestrale del romanzo perchè mette in contatto i lettori con una realtà che andrebbe riscoperta: fare il pane in casa. Esso altresì è anche un elemento simbolico per i personaggi perchè non solo sfama, ma le briciole sono metafora di speranza. Vittoria si trova a essere contesa tra due uomini il partigiano Bruno e l’ufficiale nazista Karl. Il triangolo amoroso è servito ma paradossalmente esso è il punto debole del romanzo perchè la sua costruzione è semplice e prevedibile. Questo romanzo però ha diversi punti di forza, va riscontrato che lo stile dell’autore è magico perchè accompagna il lettore con pennellate sparse di poesia evocativa, la città di Como non è solo scenario ma anche personaggio perchè emoziona e tinge di colore le nubi esistenziali in cui sono avvolti i diversi attori della storia. I personaggi sono ben caratterizzati, perfettamente riconoscibili tra diversità e punti di contatto. L’elemento risaltante del romanzo è che tutti i personaggi hanno l’animo dilaniato da sensi di colpa soffocanti e indicibili. Vittoria si mostra forte agli altri ma in realtà è molto fragile, traboccante di sofferenza perchè non ha lottato abbastanza per la sua storia d’amore con Bruno e nemmeno per ritrovare la figlia. Bruno rinuncia alla sua quotidianità per liberare l’Italia dai nazisti e non sa nemmeno se un giorno potrà riappropriarsi di una sua normalità oppure trovare la morte tra i monti che ama. Il dottor Croci, la levatrice Emma Leoni e il prete del paese Don Gustavo sono uniti da un’infernale promessa che inconsapevolmente ha cambiato tre destini. I personaggi sono in bilico come gli equilibristi e la guerra assume lo stesso ruolo delle Parche, da un momento all’altro il filo della vita si potrebbe spezzare lasciando solo il tempo di un sospiro strozzato. Un discorso a parte e più introspettivo merita Karl, l’ufficiale nazista che incarna perfettamente il doppio ruolo di antagonista e antieroe perchè per tutto il romanzo Karl non è in lotta con i partigiani come il codice etico tedesco del tempo gli impone bensì con se stesso . Ė alla continua ricerca della sua identità perduta, perchè l’amore per Vittoria lo coglie impreparato al punto tale da scombinare tutto e far crollare quelle certezze che credeva verità indissolubili. Un percorso ad ostacoli per lui tra bene e male che trova nel tragico epilogo il senso effimero della libertà. Un romanzo sui buoni sentimenti che ricorda che anche quando la situazione sembra disperata, c’è sempre una luce che alimenta nell’ animo la speranza . Ecco che se ci specchiamo nelle acque del lago troviamo un essere umano segnato dal tempo, con tante ferite sul corpo e sul cuore ma che può dire ai posteri che la vita merita comunque di essere vissuta e lo fa regalando un qualcosa di speciale e unico: una storia da raccontare .

Conclusioni

Consiglio la lettura a tutti quelli che vogliono regalarsi un’emozione pura tra gli orrori di un passato ancora non del tutto esplorato .

Recensione di Francesco De Filippi

Pubblicato da Francesco De Filippi

Mi chiamo Francesco De Filippi un giovane siciliano da poco dottore in Filologia moderna e italianistica . Il settore umanistico non è una passione ma il motore della mia esistenza . Il teatro e i libri mi hanno salvato la vita dalle difficoltà e credetemi sono state tante . Aspirante scrittore con la voglia di insegnare sperando di trasmettere tutto l'amore che ho per i libri . Le persone e gli amori vanno i libri restano , sono i nostri compagni più fedeli , non ci tradiranno mai e soprattutto ci permettono di sognare. Dobbiamo difendere i libri perchè nessuno può uccidere i nostri sogni . Accetto di far parte di questo blog perchè fin dalla prima volta mi sono sentito subito in famiglia . Mi sembra il posto giusto dove essere me stesso perchè posso condividere letture . Sapere che le persone acquistano i libri che consiglio mi rende felice , per questo non vedo l'ora di iniziare quest' avventura!! Un caro saluto Francesco.

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