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Carmen, di Prosper Mérimée

Autore: Prosper Mérimée

Titolo: Carmen

Editore: Mondadori (ed. 2002)

Collana: Oscar Classici

Pagg.:146-Tascabile

Prezzo: € 8,50

 

Novella pubblicata nel 1845 alla quale si ispirò Georges Bizet per la sua opera omonima.

“Ogni donna è fiele; non concede che due ore di letizia: una sul suo letto nuziale, e una sul suo letto di morte.”

Si apre così, con questa epigrafe la Carmen di Mérimée, racconto suddiviso in quattro parti. Ambientato in Spagna, è narrato in prima persona dando così al lettore l’idea che si tratti di fatti realmente accaduti. Nella prima parte, la narrazione è concentrata principalmente sulla figura di Don José Navarro, un criminale che l’autore incontra durante il suo peregrinare e col quale si instaurerà un rapporto di amicizia. La seconda parte è basata sulla figura di Carmen, una zingara andalusa incontrata a Cordova e che gli predice il futuro. Carmen è una donna legata ad un uomo che ama ad intermittenza, è fiera ed orgogliosa della sua libertà e del suo modo di essere. Una gitana, ladra e senza scrupoli che pur di raggiungere i suoi obiettivi non si esimerà dal legarsi a Don José  pur essendo sposata; narrazione questa che troviamo nella terza parte della novella. Carmen rappresenta qui l’esempio tangibile della donna in grado di ammaliare un uomo, con la sua astuzia, femminilità e sensualità, fino a condurlo alla rovina. Don José infatti, accecato d’amore uccide il suo rivale e successivamente anche lei.

“[……] Era una bellezza strana e selvaggia , un volto che dapprima lasciava attoniti, ma che non si poteva dimenticare.  I suoi occhi soprattutto avevano un’espressione allo stesso tempo voluttuosa e feroce che non ho mai più trovato in alcun sguardo umano. Occhio da zingaro, occhio da lupo, è un detto spagnolo che denota un buon spirito di osservazione. Se non avete il tempo di guardare al Jardin des Plantes per studiare lo sguardo di un lupo, osservate il vostro gatto quando punta un passerotto.”

Carmen, creatura selvaggia e primitiva, accetta impassibile la sua condanna a morte pur di non dover rinunciare alla propria libertà; non solo, non fa nulla per evitarla, tanto da portare Don José al delirio:

“Sei il diavolo”  le dice José. E lei :”Si, sono il diavolo!”  E ride sfidandolo…..”

La quarta parte della novella è prettamente descrittiva degli usi e costumi degli zingari.   I personaggi dell’intero racconto sono ben caratterizzati. La narrazione è fluida pur se cupa e a tratti drammatica, forse anche per la territorialità esotica e superstiziosa che fa da sfondo all’intera novella.  Carmen e Don José, due figure contrapposte, lei fatale, malefica, spirito libero; lui semplice, passionale, irruento.  Un racconto ricco di dualismi, vittime e carnefici, amori e gelosie, lotta quotidiana e resa al corso degli eventi, gioia e sofferenza, istinto e ragione, vita e morte. Un’opera affascinante e intrigante dove due personalità opposte finiscono con l’intersecarsi e fondersi fino a restare vittime delle loro malefatte e del loro stesso destino.‎  Consigliata sicuramente la lettura.

Teresa Anania

Prosper Mérimée di famiglia culturalmente impegnata (il padre Léonor era un pittore allievo di David, e gli insegnò i rudimenti delle arti grafiche) si appassionò alla pittura fin da piccolo ma, per sua stessa ammissione, non fu mai un grande artista. Più successo ebbe nell’assorbire le passioni della madre, profonda amante della letteratura inglese e del gotico di Walter Scott. Portato per le lingue (a 16 anni parlava fluentemente inglese, spagnolo, greco, arabo e russo) gli fu consigliato di iscriversi alla facoltà di Diritto: ma invece di studiare legge, il giovane futuro letterato divorava Balzac e tutti i classici greci e latini. Il percorso era segnato: Mérimée decise di dedicarsi alla carriera letteraria. Amico personale di Stendhal e Turgenev, nei suoi scritti risuona l’influenza di Walter Scott e di Alexander Pushkin: appassionato di storia e misticismo, le ambientazioni dei suoi romanzi non sono quasi mai francesi, ma per lo più russe e spagnole. Grande viaggiatore e bohemien, fu uno dei primi traduttori di libri russi in francese, nonché l’ideatore della novella Carmen (1845), musicata da Bizet trent’anni dopo. Protetto di Napoleone III e dell’Imperatrice Eugenia, morì a Cannes durante la guerra franco-prussiana, assistito da due governanti inglesi. L’anno dopo la sua morte ci fu la Comune di Parigi: casa e biblioteca di Prosper Mérimée vennero completamente distrutte. Tra le sue opere, per la maggior parte caratterizzate da un gusto macabro per il gotico, ricordiamo La Guzla (1827), La Jacquerie (1828), Cronaca del regno di Charles IX(1829), La carrozza del Santo Sacramento (1829), la raccolta di racconti Mosaïque (1833), Appunti di viaggio(1835-1840), La Venere  d’Ille  (1837), Colomba (1840), la già citata Carmen (1845), I falsi Demetrii (1852) e Lokis(1869). Uscirono postumi La camera blu (1872) e Lettere ad una sconosciuta (1874). In Italia le sue opere sono pubblicate da Mondadori, Adelphi, Sellerio e Donzelli, tra gli altri.

TRAMA:

Romanzo d’amore e di morte in cui l’obiettività dell’autore si contrappone alla violenza dei sentimenti descritti. La tragica relazione tra la sensuale e capricciosa gitana Carmen e il brigadiere Don José, che per lei si converte in contrabbandiere, bandito e assassino. Questo personaggio appassionato e fatalista ha ispirato una celebre opera musicale di Georges Bizet, un balletto di Roland Petit ed è stato portato al cinema in numerose occasioni.

 

 

Teresa Anania

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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