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Ambrose , di Fabio Carta

Autore: Fabio Carta

Titolo: Ambrose

Editore: Scatole Parlanti

Anno: 2017

Pagg. 212

Prezzo: €.15,00

Romanzo fantascientifico dove la tecnologia futuristica è estremamente dettagliata. Ben scritto, stile ricercato e colto ma una lettura, a mio avviso, non semplice, difficile da seguire soprattutto per i repentini cambi di registro. Una letteratura onirica e visionaria ai limiti di una mente allucinata e psichedelica, la cui poca trama inserita rende, a chi come me non ama affatto il genere cyberpunk, la lettura claustrofobica e appesantita oltremodo dalla terminologia  tecnica sovrabbondante.  Un linguaggio saturo di aggettivi il cui alternarsi ad un percorso scientifico-filosofico, soprattutto all’inizio del romanzo rende difficoltoso reggere il filo del discorso.  Tutto si svolge sul pianeta Terra devastato dalla Terza Guerra Mondiale e i pochi esseri sopravvissuti al conflitto continuano a combattere in due schieramenti: la Jihad e il Patto Atlantico, dove il protagonista è uno “spazionoide” dalla personalità multipla, arrivato sulla Terra per combattere e lo fa guidando un’esotuta , ovvero una sorta di gigantesco robot umanoide che fa pensare ai manga giapponesi anni 80. Un soldato quindi, che comanda un esoscheletro corazzato privo di padronanza del proprio corpo. Un corpo scollegato dalla testa a sua volta collegata a quelle di altri interlocutori avatar o cloni di se stesso, con i quali crea una specie di colloquio delirante, onirico, alienato e schizofrenico. Un alter-ego  mistico, una coscienza che dà costantemente voce nella sua testa operando delle scelte che condurranno all’epilogo del romanzo.

“Tre tonnellate di acciaio, nanocarbonio e policeramica. Non molte per un mezzo corazzato, ma bastanti a vestire un singolo uomo per la battaglia. Sotto la corazza, grigi muscoli inerti bramano la vita, vogliono che in loro fluisca l’emolinfa che li renderà potenti, invincibili. E la vita arriva, sia nella scarica elettrica dell’impulso di avvio, gigawatt modulati come un singolo, potentissimo codice cibernetico, che nella più modesta forma biologica. L’uomo, la carne, la polpa nel guscio. Tre tonnellate di acciaio, nanocarbonio e policeramica, impossibili da muovere senza l’ausilio di montacarichi o attuatori; un gigante per gli uomini  che deve proteggere, un mostro per quelli che deve uccidere.”

Il romanzo è strutturato in episodi, 9 in tutto, ognuno dei quali pur narrando qualcosa che lo ricollega al precedente e al successivo e, costituendo ognuno una metafora ben definita  che spazia dal virtuale alla politica, dal dolore alla malattia, dall’integrazione all’amicizia, per molti aspetti sembrano essere auto-conclusivi.  Ciò che sicuramente l’autore ha voluto esasperare è lo spaccato sociale odierno, dove l’alienazione digitale e virtuale sta sostituendo i contatti umani, sempre più freddi e distaccati, e sempre più supportati da surrogati tecnologici e intermediari elettronici..  Leggere questo romanzo è quasi come proiettarsi all’interno di un videogame dove tutto crea un parallelismo psichedelico, cosmico e introspettivo dal quale si ha la sensazione di esserne soffocati ma, ciò nonostante, con la visione di quella lucina di speranza pur se intermittente in un futuro migliore per l’umanità. E’ un viaggio mentale strano e complicato da seguire e, onestamente, non sono così sicura di averne colto la vera e propria essenza, in quanto una tipologia di lettura totalmente fuori dalle mie corde ma che gli amanti del genere non mancheranno di apprezzare e gustare fino in fondo.

Teresa Anania

Fabio Carta, classe 1975, è appassionato di fantascienza e dei classici della letteratura. Laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico, ha al suo attivo la saga fantascientifica Arma Infero, una serie che a oggi conta due romanzi (Il mastro di forgia, 2015 e I cieli di Muareb, 2016) e il racconto lungo Megalomachia (Delos Books, 2016), scritto unitamente alla finalista del premio “Urania 2016”, Emanuela Valentini. Ha inoltre partecipato con importanti firme della fantascienza italiana all’iniziativa benefica “Penny Steampunk” (2016), da cui è nato un volume di racconti fantastico-weird a cura di Roberto Cera.

TRAMA

Controllore Ausiliario – CA – è uno dei pionieri ad aver sposato la causa della missione Nexus, la frontiera virtuale dove scrivere un nuovo e pacifico capitolo della storia umana. Ma durante la preparazione terapeutica, il suo corpo rimane vittima di danni irreparabili. Logorato dalle metastasi, è costretto a vivere in una speciale tuta eterodiretta da pazzi esaltati, che combattono una guerra in bilico tra realtà e spettacolo. Il suo destino è la morte, mentre un suo gemello elettronico continuerà a simulare la sua esistenza nel ciberspazio. L’infelicità di CA – figlio delle stelle, alieno agli usi terrestri – subisce uno stravolgimento con la comparsa di Ambrose. Un’entità che si presenta come una rosa stillante ambra, una irriverente voce che lo guida verso sviluppi imprevedibili. Come ribellarsi al proprio destino e scoprire cosa si cela realmente dietro i grandi cambiamenti ai quali l’umanità dovrà far fronte.

Teresa Anania

Pubblicato da Teresa Anania

Eccomi..... Sono Teresa Anania, e ho una passione sfrenata per i libri. Un amore iniziato ad otto anni e cresciuto nel tempo. Amo scrivere e riversare, nero su bianco, emozioni, sentimenti e pensieri concreti e astratti. La musica è la colonna sonora della mia vita. Ogni libro lascia traccia dentro di noi e con le recensioni, oltre a fornire informazioni "tecniche", si tenta di proiettare su chi le leggerà, le sensazioni e le emozioni suscitate. Beh..... ci provo! Spero di riuscire a farvi innamorare non solo dei libri ma della cultura in senso lato.

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